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AUTORI
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è dedicata agli autori dei testi pubblicati sul nostro sito; forniamo una
breve presentazione dell'artista e delle sue opere ed eventuali
informazioni che possano facilitarne il contatto (sito internet, e-mail,
numero di telefono, ...).
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all'iniziativa puoi scrivere al nostro indirizzo di posta
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allegando tutto o in parte il seguente
materiale :
- presentazione dell'autore
- presentazione generica delle opere
- sito internet
- e-mail
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sarà pervenuto dal diretto interessato.
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AUTORI
EDUARDO
DE FILIPPO
Sintesi
biografica
a cura di Pasquale Calvino
1900-1910
Eduardo De Filippo, figlio di Luisa De Filippo e Eduardo Scarpetta,
nasce il 24 maggio a Napoli (quartiere Chiaia, nelle immediate vicinanze
della : " Villa Comunale").
La madre, Luisa De Filippo, era una delle nipoti della moglie legittima
del padre: Rosa De Filippo.
Eduardo, all' età di 4 anni, appare per la prima volta sulle tavole di un
palcoscenico(Teatro Valle di Roma, nella parodia dell' operetta " La
Geisha" scritta dal padre Eduardo Scarpetta.
Il bambino Eduardo continuerà a fare la comparsa nella compagnia teatrale
del padre e poi in quella del fratellastro Vincenzo Scarpetta, figlio di
Rosa De Filippo.
Eduardo frequenta irregolarmente la scuola " Romanelli" di
Napoli.
Nel 1910 Eduardo Scarpetta appare per l' ultima volta nei panni di attore
perché si ritira dalle scene per problemi di salute(asma, affanno…)
1911-1920
La condotta irrequieta di Eduardo costringono il padre a metterlo nel
1911 in collegio(Istituto Chierchia), sempre a Napoli.
Durante l' estate del 1912 recita nella rivista della compagnia teatrale
di Rocco Galdieri.
Nel 1913, dopo varie fughe dal collegio, interrompe definitivamente gli
studi regolari, ma continua da autodidatta la sua istruzione leggendo
molto, in particolare testi teatrali, che aveva conosciuto sotto la guida
del padre(Scarpetta costringe il figlio Eduardo a copiare per almeno 2 ore
al giorno, le commedie di autori italiani e napoletani.
Eduardo entra nella compagnia di Enrico Altieri che durante l' estate
recita a Napoli, al Teatro S. Ferdinando,al teatro Trianon(oggi
ristrutturato e tempio della canzone napoletana) nelle vicinanze della
zona Forcella e infine all' Teatro Orfeo nelle vicinanze della stazione
centrale di Napoli(oggi cinema Argo)
I ruoli che Eduardo ricopre nella compagnia di E. Altieri sono ruoli
marginali nei drammi e ruoli più impegnativi nelle farse, ma amplia la
sua formazione d' attore recitando anche nella sceneggiata, nel melodramma
, nel dramma storico…
Nel 1914 entra stabilmente nella compagnia di Vincenzo Scarpetta come
" secondo brillante" ma in realtà facendo un poco di tutto dal
servo di scena al suggeritore, all' attrezzista e così continua la sua
formazione d' attore. Negli ultimi anni della sua vita dirà che solo sul
palcoscenico, lavorando,facendo l' artigianato, si impara l' arte di
recitare.
Nel 1918, dopo la prima guerra mondiale, ricopre il ruolo di
"brillante" interpretando, con gran successo importanti ruoli
comici(la compagnia di Altieri è a Roma).
Nel 1920 presta servizio militare di leva nella caserma del II Reggimento
Bersaglieri di Trastevere. In virtù della sua fama crescente di attore,
anche nella caserma e fuori di essa continua a recitare.Forma una
compagnia di prosa per il reggimento e scrive scenette che rappresenta in
caserma con alcuni bersaglieri.
1921-1930
Scrive l' atto unico" Farmacia di turno", sua prima commedia
pubblicata.
La commedia viene messa in scena nel cortile della caserma su un
palcoscenico rudimentale e facilmente smontabile e rimontabile ogni sabato
alle ore 17. Il sabato recita da dilettante in caserma ma tutti gli altri
giorni da professionista al Teatro Valle nella compagnia di Vincenzo
Scarpetta. Ne 1922 termina il servizio militare , lascia la compagnia di
Vincenzo Scarpetta e entra in quella di Francesco Corbicini debuttando,
per la prima volta ufficialmente nella regia, a Napoli in " Surriento
gentile" di Enzo Lucio Murolo. Scrive: " Uomo e
galantuomo".
Viene scritturato nella compagnia di rivista di Vincenzo Di Napoli dove
finalmente ricopre il ruolo di " comico primario" e scrive per
questa compagnia scenette che si ispirano alla vita quotidiana.
Nel 1923 ritorna nella compagnia diretta da Vincenzo Scarpetta e
amministrata dal fratello di Vincenzo, Domenico Scarpetta( fratellastri di
Eduardo assiema a Maria Scarpetta nota con lo pseudonimo di Mascaria)
Nel 1925,al teatro Fossati di Milano viene notato da uno dei più
importanti critici italiani: Renato Simoni che gli dedica 5 righe sul
" Corriere della sera". Sempre nel 25, dopo 15 anni dal ritiro
dalle scene, muore , a Napoli, Eduardo Scarpetta.
Nel 1927, Eduardo, lasciata la compagnia di Vincenzo Scarpetta, forma con
Michele Galdieri, durante l' estate una compagnia di riviste.
Al teatro Fiorentini di Napoli mettono in scena: "La rivista che…
non piacerà" che incontra un grande successo sia a Napoli sia in
giro per la provincia.
All' inizio della stagione teatrale 1927-28, decide di arricchire la
propria formazione teatrale recitando in lingua nazionale e viene
scritturato dall' impresario Sebastiano Bufi nella compagnia
Carini-Falconi. Recita così il repertorio di Dario Niccodemi e Gioacchino
Forzano.
La compagnia però, nonostante l' ottimo successo , si scioglie e Eduardo
ritorna in quella di Scarpetta ricoprendo ruoli di primaria importanza.
Conosce e si innamora di una giovane ragazza americana :Dorothy Pennington,
venuta in vacanza Italia con la famiglia .
A Roma, nella chiesa evangelica di Via Nazionale, nel 1928, Eduardo si
sposa contro l' opposizione della famiglia di Dorothy, che non vogliono
parentele con attori..
Nell' estate del 1929 è invitato a partecipare come interprete e coautore
alla realizzazione della rivista :" Pulcinella principe in
sogno"da Mario Mangini giornalista e scrittore, marito della
sorellastra Maria Scarpetta.
Per raggiungere la compagnia a Napoli, Eduardo prende il treno da Roma e
durante il viaggio scrive: " Sik-Sik, l' artefice magico", che
costituirà la seconda parte del lavoro teatrale e sarà interpretata da
Eduardo(Sik-Sik, in napoletano sta per secco, secco, infatti Eduardo era
magrissimo).
Nell' estate del 1930 ripete la stessa esperienza con la compagnia
Molinari e diventa il capogruppo di una formazione chiamata "Ribalta
gaia" della quale fanno parte anche i fratelli Peppino e Titina De
Filippo che collaborano anche alla stesura dei testi.
Eduardo, incoraggiato dal grande successo che incontra assieme al fratello
Peppino e alla sorella Titina, terminati gli impegni con la compagnia
Molinari, prova a fare dell' avanspettacolo e costituisce, assieme ai
fratelli il gruppo: Teatro Umoristico.
Recitano a Palermo, Roma, Milano…ma l' insuccesso per la prima volta
costringe Eduardo a ritornare alla compagnia Molinari nel mese di ottobre
del 1930. Scrive la rivista teatrale" E' arrivato ' o trent'
uno", che poi, dopo 40 anni pubblicherà col titolo: " Ogni anno
punto e da capo", ricostruendo i testi a memoria.
1931-1940
In estate riforma il "Teatro umoristico" e la compagnia recita
al teatro Palazzo di Montecatini il proprio repertorio senza grandi
successi.. In autunno, Eduardo, ritorna nella compagnia Molinari.
Poi , con i fratelli, forma di nuovo la compagnia "Il teatro
umoristico" e il 25 dicembre debutta al cinema-teatro Kursaal(oggi
Filangeri di Napoli) con l' atto unico: "Natale in casa Cupiello".
Eduardo aveva programmato una sola settimana di repliche e invece per il
grande successo ottenuto, rimane fino alla fine della stagione teatrale
31-32..
Il 25 dicembre del 1931 rappresenta l' inizio di un periodo di grandi
successi e la nascita di quel gruppo che Eduardo dirigerà fino al
1944(quando per una lite romperà i rapporti con Peppino).
Nell' estate del 32 riceve da Peppino Amato(produttore cinematografico
napoletano)la sua prima scrittura per il cinema. Il film sarà:"Tre
uomini in frac", un film comico-musicale con Tito Schipa come
coprotagonista.
Con i soldi ricevuti per il film rifinanzia la compagnia di cui diviene
direttore artistico e riesce finalmente ad avere, a Napoli, un teatro vero
e proprio: Il Sannazzaro.
Il suo repertorio comprende tutte le commedie scritte da lui e dai
fratelli, i testi di Scarpetta, Pirandello, Armando Curcio,Ugo Betti,Luigi
Antonelli, Paola Riccora, Lucio D'Ambra, Gino Rocca, Athos Setti, Mascaria…
Il successo che la compagnia ottiene a Napoli nella stagione 32-33 gli
apre le porte di tutti i teatri italiani. Nel 1933 conosce finalmente di
persona Luigi Pirandello che è al Teatro Politeama per vederlo. Il 21
maggio del 1935 mette in scena al teatro Odeon di Milano
la traduzione fatta da Peppino del testo di Pirandello: "Liolà".
La collaborazione con Pirandello porta Eduardo a scrivere una commedia
partendo da una novella del Maestro Pirandello.
Nasce così :" L' abito nuovo" che purtroppo andrà in scena
solo dopo la morte di Pirandello.
Nel 1936 viene denunciato al ministero dell' Interno per "
atteggiamento antifascista".
Nel 1937 Eduardo si rifiuta di partecipare al " sabato teatrale"
voluto dal regime e adduce come motivo scusante il fatto che il suo teatro
essendo in dialetto, non è un teatro gradito al regime ma solo tollerato.
Mentre recita nel film:"L' amore mio non muore" si ammala
gravemente di tifo e per due mesi è tra la vita e la morte. I critici
teatrali preparano il suo necrologio e glielo inviano, dopo la guarigione,
in segno di portafortuna..
Nel 1938 viene di nuovo denunciato e le motivazioni sono così espresse:
" Il notissimo attore Eduardo De Filippo potrebbe essere pago dei
successi di ilarità conseguiti recitando e che, a quanto pare, non
accennano a scemare! Invece tiene molto, specie nelle cenette notturne, in
compagnia di gente più o meno equivoca, a fare dello spirito di pessima
lega sui provvedimenti razziali".
Non vengono presi provvedimenti nei suoi confronti e sembra che Mussolini
avesse detto:
" I De Filippo non si toccano, sono monumenti nazionali".
Nel 1940, l' 8 maggio, al teatro Quirino di Roma va in scena la commedia
di Armando Curcio ed Eduardo: " A che servono questi quattrini".
1941-1950
Nel 1941 al Ministero degli Interni arriva una nuova denuncia:" Ci
risulta in modo certo che i fratelli De Filippo, noti comici,sono
nettamente antifascisti e in questo momento stanno facendo propaganda
nettamente disfattista con coloro cui sono in contatto…I De Fipippo, a
quanto ci è stato riferito, mirano soprattutto a diffondere l' odio
contro i tedeschi e ad auspicare la vittoria anglo-sassone…"
Molte altre denunce arrivano agli organi competenti ma la questura di Roma
:" non trova concreti elementi a conferma" e i De Filippo
vengono lasciati in pace.
Nel 1944 Eduardo viene avvertito da Totò di essere stato incluso assieme
al fratello Peppino nella lista dei deportati verso il nord ed è
costretto ad interrompere le recite all' Eliseo di Roma e a nascondersi
presso amici.
La madre Luisa che vive a Roma, segue con angoscia i loro problemi
conseguenti al loro antifascismo; si ammala, poi si riprende , ma dopo una
ricaduta si spegne il 21 giugno del 44, quando finalmente gli alleati sono
entrati in Roma.
Eduardo ritorna a Napoli e riprende gli spettacoli fino al 10 dicembre,
data di scadenza del contratto, dopo di che " Il Teatro
Umoristico" si scioglie.
Nel 1945 forma la sua nuova compagnia: " Il teatro di Eduardo"
con la sola sorella Titina per la lite con Peppino. Il 25 marzo del 45
debutta al teatro S. Carlo di Napoli con la commedia:" Napoli
Milionaria". La rappresentazione è per beneficenza in favore dei
bambini poveri della città martoriata dalla guerra.
"Arrivai al terzo atto con sgomento(intervista di Eduardo a Enzo
Biagi), recitavo e sentivo attorno a me un silenzio assoluto, terribile:
Quando dissi la battuta finale: " Deve passare la notte(Addà passà
a nuttata)" e scese il pesante velario, ci fu silenzio per ancora
otto o dieci secondi, poi scoppiò un applauso furioso e anche un pianto
irrefrenabile. Tutti avevano in mano un fazzoletto, gli orchestrali che si
erano alzati in piedi, i macchinisti che avevano invaso la scena, il
pubblico che era salito sul palco. Tutti piangevano e anche io piangevo, e
piangeva Raffaele Viviani, che era corso ad abbracciarmi: Io avevo detto
il dolore di tutti."
Dopo questa accoglienza trionfale, il più grande successo conseguito
finora da Eduardo, l'ascesa per i teatri d' Italia è clamorosa sia del
pubblico sia della critica, che finora non era stata sempre giusta nei
suoi confronti.
Nel 1947 investe tutti i suoi guadagni e compra il suolo con le macerie
del teatro S. Ferdinando di Napoli, distrutto nel 43 da un bombardamento.
Per due stagioni rinuncia al teatro per dedicarsi al cinema, più
redditizio e che può offrirgli i mezzi per la ricostruzione del "
Suo" teatro, per la realizzazione del Suo grande sogno.
Il 3 giugno del 1948, Thea Prandi, ex attrice di varietà, alla quale si
era unito dopo il fallimento del matrimonio con Dorothy, dà alla luce il
primo figlio di Eduardo: Luca De Filippo.
Nel 1950 nasce Luisa De Filippo(Luisella).
All' XI Festival del Teatro di Venezia presenta: " La paura numero
uno".
1951-1960
Nel 1952, nella Repubblica di San Marino, viene annullato il suo
matrimonio con Dorothy, ma per sposare Thea deve aspettare che venga
effettuata la trascrizione in Italia.
Nel 1954 finalmente può inaugurare il Teatro San Ferdinando, costruito
superando molte difficoltà .Salvatore De Muto, l' ultimo grande
interprete della maschera di Pulcinella gli consegna la maschera avuta dal
suo predecessore. Eduardo fonda la compagnia "Scarpettiana" per
far rinascere le tradizioni del teatro napoletano, per formare nuovi
attore, per riproporre le opere di Eduardo Scarpetta, da lui riscritte e
messe in scena, senza la sua presenza di attore.
La compagnia è diretta da Eduardo con la collaborazione di Michele
Galdieri .
Nel 1955 , mettendo in scena: "Questi fantasmi",partecipa al
festival Internazionale d' Arte Drammatica..
Nel 1956 finalmente può sposare Thea Prandi che gli ha dato 2 figli :
Luca e Luisella.
Nel 1959 scrive una " lettera aperta" al Ministero dello
Spettacolo denunciando la precaria condizione del teatro italiano e di
coloro che vi operano.(v. pag. 143 Bergonzini-Zardi: "Teatro anno
zero")
Nel 1960, mentre recita al teatro Quirin o di Roma: "Sabato, domenica
e lunedì" apprende la terribile notizia della morte, per emorragia
celebrale, della figlia Luisella, di soli 10 anni, che si trovava con il
fratello Luca in vacanza al Terminillo.
1961-1970
Nel 1961 perde anche la moglie Thea, dalla quale viveva separato ma la cui
morte gli procura un tremendo dolore. Per il teatro San Ferdinando non
riesce ad avere aiuti né dalla amministrazione del comune di Napoli, né
dal Ministero dello Spettacolo ed è costretto, con immane dispiacere a
doverlo chiudere. Non potendo lavorare per il teatro, registra per la RAI
nove commedie che andranno in onda nel 1962. Sempre nel 62 Eduardo inizia
con la sua compagnia una tournee che lo porterà in Russia,Polonia,
Austria, Belgio…mettendo in scena, con grande successo, i capolavori da
lui scritti.
Nel 1963 Titina muore ed Eduardo riceve un' altro immenso dolore.
Registra per la televisione lo sceneggiato: "Peppino Girella"
tratto da una novella di Isabella Quarantotti, sua valida collaboratrice e
che in seguito sposerà.
Nel 1964 riapre il teatro San Ferdinando con la direzione di Eduardo e di
Paolo Grassi, che cerca di favorirne il rilancio collegandolo al Piccolo
di Milano diretto da Streheler.
L' idea è di farne un teatro stabile napoletano, ma il progetto ancora
una volta fallisce sempre per la mancata volontà politica di fornire un
sostegno alla costituzione di un teatro nazionale stabile nella città di
Napoli..
Nel 1965 scrive e mette in scena al teatro San Ferdinando: "L' arte
della commedia" nella quale ripropone le ingiustizie della situazione
teatrale che già aveva espresse nella " lettera aperta".
Nel 1967 mette in scena al 26° Festival Internazionale del Teatro di
Prosa di Venezia:
"Il contratto". Luca, il figlio di Eduardo, entra nella
compagnia del padre col nome di Luca della Porta.
1971-1980
Nel 1971, a Napoli, non essendo riuscito a trovare aiuti né per il teatro
San Ferdinando, né per la scuola di recitazione, è costretto a cedere il
teatro in gestione all' Ente Teatrale Italiano(ETI).
Nel 1972 mette in scena a Londra : "Napoli Milionaria".
Il 18 dicembre del 72, l' Accademia dei Lincei gli conferisce il "
Premio Internazionale Antonio Feltrinelli per il Teatro". Tra le
motivazioni si legge:" il merito di aver sciolto i rigidi confini
della maschera dialettale per dare vita ad un personaggio unico, sempre se
stesso e sempre diverso, di un' intensa, poetica, dolorosa comicità…"
e inoltre: " i suoi testi vivono al di là dell' efficace
interpretazione del loro autore. Se così non fosse, non si riuscirebbe a
spiegare il successo che hanno riscosso fuori della loro terra d' origine,
tradotti e recitati in lingue diverse."
Nel 1973 , a Londra, Franco Zeffirelli cura la regia di "Sabato,
domenica e lunedì" interpretato da Laurence Olivier e dalla moglie
Joan Plowrigth. Il successo è enorme e a Londra da allora , in ogni
stagione teatrale si mette in scena una commedia di Eduardo.
Ancora nel 1973 mette in scena a Roma, al teatro Eliseo, la sua ultima
commedia: "Gli esami non finiscono mai"
Nel 1974, mentre recita "Gli esami.." avverte i primi sintomi
della insufficienza cardiaca che lo costringono a sospendere le recite. Il
5 marzo 1974 viene operato per l' applicazione di un pace-maker. Il 27
marzo riprende le repliche della sua ultima commedia.
Nel 1975 registra , a colori, quattro commedia per la televisione
italiana: tre di Eduardo Scarpetta e una del fratellastro Vincenzo
Scarpetta. Continuerà a registrare a colori le sue commedie, in una nuova
edizione e con il figlio Luca fino al 1978.
Il 4 febbraio del 1977, in via Cesare Rossaroll, a Napoli, il sindaco
Maurizio Valenzi sposa
Eduardo e Isabella Quarantotti. L' avvenimento doveva restare segreto ma
non vi si riesce.
Nel maggio del 1977 nasce Matteo, figlio di Luca e Eduardo diventa nonno.
Il 15 luglio 1977 riceve dall' Università di Birmingham la laurea "
honoris causae" in Lettere.
Solo Ignazio Silone aveva ottenuto prima di lui da una Università inglese
tale riconoscimento .
Nel 1979 muore il fratello Peppino De Filippo.
A gennaio del 1980 finalmente dopo anni di lotta riesce a fondare la sua
scuola di drammaturgia ma non a Napoli, come avrebbe voluto, bensì a
Firenze, con l' aiuto del Comune di quella città e dell' ETI. In quel
periodo a Firenze, era ancora attiva " La bottega teatrale " di
Vittorio Gassman. I discepoli di Eduardo scriveranno la commedia:
"Simpatia" su soggetto di Eduardo e pubblicata da Einaudi l'
anno seguente.
Il 24 maggio 1980 festeggia il suo 80° compleanno al teatro Manzoni di
Milano, in presenza sel sindaco di Napoli e di Milano.
Il 17 novembre 1980 l' Università di Roma gli conferisce la laurea "
honoris causae" in Lettere.
1981- 1984
Il 26 settembre 1981, dopo la morte di Eugenio Montale, viene nominato
senatore a vita da Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica. La
motivazione è: " per altissimi meriti nel campo artistico e
letterario".
L' Università di Roma, facoltà di Lettere, lo nomina professore titolare
del corso di drammaturgia per l' anno accademico1981-82. Gli studenti con
la sua guida iniziano a scrivere commedie. La prima ad essere pubblicata e
rappresentata è: "Mettiti al passo" su soggetto di Eduardo e
scrittura scenica di Claudio Brachini. La commedia però non ottiene il
consenso del pubblico e della critica.
Il 23 marzo 82 il neosenatore Eduardo presenta un' interpellanza al
Ministro di Grazia e Giustizia Darida sui problemi dell' "Istituto
Filangieri" di Napoli per la rieducazione dei minori.
Da quel momento Eduardo aiuterà quei ragazzi cercando di realizzare una
fondazione per lo studio, il recupero e lo sviluppo delle arti e dei
mestieri che potesse dare a questi sfortunati ragazzi la possibilità di
imparare un mestiere o forme di artigianato in modo da potersi reinserire
nella società tramite un lavoro che desse loro la possibilità di vivere
e\o aiutare le famiglie.
Nel 1983, al Palasport di Napoli, recita le sue poesie per raccogliere
fondi per la fondazione: "Città dei ragazzi" che dovrà
permettere il recupero e l' inserimento lavorativo dei ragazzi ospiti
degli istituti napoletani di Procida e Nisida..
Durante l' estate dell' 83, a Montalcino, con l' aiuto della moglie
Isabella traduce " La tempesta" di Shakespeare in un napoletano
del 600.
Nel 1984 partecipa allo sceneggiato televisivo di Comencini:"Cuore",
impersonando il vecchio maestro.
A Taormina il 16 settembre 84, durante il XXX Convegno dell' Istituto del
Dramma Italiano, riceve il premio :"Una vita per il teatro". Con
voce soffocata dalla stanchezza e dall' emozione esprime il suo
ringraziamento e la sua riconoscenza e quelle parole diventeranno l'
ultimo testamento spirituale di Eduardo. Egli testualmente dice: "Non
ho mai voluto prender parte a feste e festeggiamenti perché se così non
avessi fatto, non avrei potuto scrivere 55 commedie. E perché allora sono
venuto? Perché è la festa del teatro e perché volevo trovarmi insieme a
tutti i miei colleghi, giovani e anziani, per celebrare questo momento
così vitale per le nostre scene. Voglio anch'io per una volta assistere
dalla platea. Qualcuno dice di me che sono un orso, che sono scostante, ma
soltanto questo mio carattere mi ha consentito di fare quello che ho
fatto. Sono stato un gelo, è vero, un gelo durante le prove delle mie
commedie e un gelo durante le prime, ma credetemi, il cuore batteva forte,
l' emozione mi stringeva sempre la gola. Ho sacrificato per il teatro
tutta la mia vita. Ho sacrificato per il teatro tutta la mia vita; mio
figlio è cresciuto ed io non me ne sono neanche accorto. Meno male che è
cresciuto bene. Non ha avuto privilegi Luca, ha fatto la gavetta come
tanti giovani, ma c'è l' ha fatta. Perché vi parlo di lui? Non l' ho mai
fatto in passato: questa è la prima volta. Vi parlo di lui perché senza
di lui il mio cuore avrebbe cessato già di battere. E invece batte
ancora, e palpiterà sempre, anche un domani, quando sarò morto".
A Taormina è l' ultima volta in cui Eduardo appare in pubblico
Il 20 ottobre avrebbe dovuto essere a Venezia, al XXXII Festival
Internazionale del Teatro, ma le sue condizioni di salute non glielo
permettono.
Muore, in una clinica romana, il 31 di ottobre del 1984: il giorno
seguente quasi tutti i quotidiani italiani scrivono di Lui in prima
pagina.
LE OPERE
1 - "Gli esami non finiscono mai"
Un attore spiega al pubblico che interpreterà con tre barbe(nera,grigia
e bianca) il personaggio di Guglielmo Speranza durante tutto l’ arco
della vita. Egli, tra una scena e l’ altra, dialogherà con il pubblico
rivelandogli i propri pensieri, le proprie riflessioni.
Guglielmo si è laureato e chiede la mano di Gigliola Fortezza. Il padre
della ragazza gliela concede dopo interrogatori e prove varie.
Guglielmo si sposa, passa un decennio e indossa la barba grigia,
confessa al pubblico le mortificazioni subite ma anche che è innamorato
di una ragazza molto più giovane di lui che si chiama Bonaria.
Un suo vecchio compagno, ipocrita e meschino, Furio La Spina, gli dice
che Gigliola sa della sua relazione. In un incontro tra Gigliola e
Bonaria, quest’ ultima afferma di volersi sacrificare allontanandosi da
Guglielmo e da Napoli per non sentirsi giudicata da persone meschine e
per non pesare su Guglielmo, che lei ama teneramente.
Gugliemo, indossata la barba bianca, passa il tempo a leggere, senza mai
parlare e con strani comportamenti.
Nel giorno della sua morte, vestito di tutto punto( aveva inutilmente
chiesto di essere sepolto nudo come era venuto al mondo), segue
sorridendo il suo funerale, dopo l’ elogio funebre di Furio La Spina.
Questa commedia sembra essere il testamento teatrale e artistico di
Eduardo De Filippo. In questo lavoro, Eduardo, riassume le sue idee
antiche e inserisce le nuove,accostandosi, a suo modo, al teatro
antitradizionale. Critica le ingiustizie, le storture della vita, la
mala-società costituita dagli
oppressori,invidiosi,ipocriti,pettegoli,gelosi… e tutti i falsi valori
che vengono imposti e che regolano detta società. E’ la lotta di
Guglielmo Speranza contro un mare di problemi, contro tutti i
condizionamenti e i falsi valori.Il protagonista di questa commedia è un
eroe a metà strada tra l’ Ulisse-eroe di Omero e l’ Ulisse-antieroe di
Joyce; è in parte un vinto dalla società e dalla famiglia e, in parte, a
modo suo, un vincitore. Il vero protagonista della commedia non è solo
Guglielmo Speranza con tutta la sua cultura ma anche e sopratutto una
persona che non sa neanche leggere e scrivere correttamente: Bonaria, la
donna che ha dato al nostro eroe-antieroe l’ unica parentesi di felicità
della sua vita; la donna che riesce a prendere delle decisioni, anche
quando queste le fanno male; una creatura buona, dolce, comprensiva; una
donna non colta di nozioni, ma colta di sensibilità e di intelligenza e
forse più vincitrice del protagonista maschile( Bonaria è sicuramente
più determinata di Guglielmo). Eduardo-Guglielmo Speranza non riesce ad
abbandonare la famiglia per la donna che ama e dalla quale si sente
riamato, ma elabora una tecnica che riesce a gratificarlo, a vendicarlo
contro tutti quelli che gli hanno fatto e continuano a fargli del male,a
fargli sentire che non è solo un vinto, ma anche un combattente e
sicuramente un vincitore, anche se sui generis: egli non dialoga più col
prossimo, non comunica più con la parola perché si convince che la
parola è vana quando gli altri non capiscono o non vogliono capire
(ricordiamoci di zio Nicola delle “ Voci di dentro” di Alberto Stigliano
di “ Mia famiglia” e di Luca Cupiello che è costretto al mutismo dalla
malattia).
All’ inizio della commedia, dopo la fine degli studi(satira sulla
cultura universitaria e sui grandi maestri della medicina Dottor Nero,
Rosso e Bianco), Guglielmo viene sottoposto dalla famiglia della
fidanzata a una serie di domande le più intime e private, a cui è
costretto a dare una risposta, subendo, inerme, una angosciante
violenza. Nel corso della commedia vengono affrontati importanti
problemi come il divorzio(siamo nel 1973), la libera convivenza,la
collocazione del battesimo dopo il raggiungimento dell’ età della
ragione, il matrimonio civile e religioso… e tutte le imposizioni
sociali, che non rispettano né la propria libertà né i diritti altrui.
La struttura di questa commedia si distacca da tutto il precedente
teatro eduardiano, avvicinandosi alle più moderne estetiche e tecniche
drammaturgiche, quelle per cui l’ attore può parlare direttamente col
pubblico, estraniarsi dal personaggio che interpreta. Questa tecnica ci
ricorda il teatro classico,B. Brecht e anche la rivista (scenette
distaccate-musica-canzoni…).
Guglielmo-Eduardo finisce come tutti i personaggi troppo buoni e giusti,
nella malattia e nella morte. A Guglielmo non viene concesso nemmeno di
essere sepolto nudo, così come era venuto al mondo, come simbolo di
verità e autenticità, senza i vestiti dell’ ipocrisia.Ma i funerali di
Guglielmo non sono cosa triste,vi partecipa lui stesso finalmente
sorridente.
Io credo che anche oggi, a distanza di oltre 30 anni, la deconnotazione
semantica di questo lavoro non sia cosa facile, ma certamente
affascinante.
Ciò che sicuramente è vero è che Eduardo ci avverte che non è possibile
privarsi della propria personalità e autenticità, delle proprie
convinzioni e decisioni, altrimenti si finisce col diventare schiavi
della società e dei suoi sistemi di repressione. Questo testo non è solo
una denuncia amara, ironica e satirica della società in cui viviamo, ma
è anche un invito a operare per i valori veri, autentici, genuini.
Questo lavoro si ribella non tanto agli esami che si sostengono fino
alla morte, ma all’ ingiustizia di voler fare esami agli altri senza
specifica richiesta. Eduardo, in un’ intervista, afferma: “ rifare
sempre gli esami agli altri è un vizio dell’ uomo” e ancora: “ l’ elogio
funebre è una cosa terribile, io mi auguro che chi veda questa commedia
non possa più pronunciare due parole di circostanza ad un funerale”.
Vorrei concludere citando la motivazione del premio “ Feltrinelli 1972”
che giustamente riconosce che i testi di Eduardo vivranno al di là della
stupenda interpretazione data dal loro autore, perché se così non fosse
non si potrebbe spiegare il successo che essi hanno riscosso e
riscuotono fuori della loro terra d’ origine, tradotti e recitati in
circa 100 lingue.
Se ciò valeva nel 1972 vale maggiormente oggi.
(Pasquale Calvino)
BIBLIOGRAFIA
1- Giammusso M.- Vita di Eduardo
2- Antonucci G.- Eduardo De Filippo
3- " - Storia del teatro italiano
4- Bisicchia A.- Invito alla lettura di Eduardo
5- Giammattei E.- De Filippo
6- Barsotti A.- Introduzione a Eduardo
7- " - Eduardo drammaturgo
8- Bussagli M.- Eduardo in maschera
9- Cine Club Napoli- Eduardo e il cinema
10- Coen Pizer L.- L' esperienza comica di Eduardo
11- Cocorullo P.- Eduardo
12- Di Franco F.- Eduardo da scugnizzo a senatore
13- " - Le commedie di Eduardo
14- " - Eduardo
15- Libero L.- Le lacrime di Filumena
16- Filosa C.- Eduardo poeta comico del tragico quotidiano
17- Frascani F.- La Napoli amara di Eduardo
18- " - Eduardo segreto
19- " - Eduardo
20- Ottai A.- Eduardo
21- Ottai e Quarenghi -L' arte della commedia
22- Quarenghi P.- Lo spettatore col binocolo
23- Magliulo G- Eduardo De Filippo
24- Mignone M. B.- Il teatro di Eduardo critica sociale
25- Gargiulo G.- Con Eduardo
26- Moscati I.- Il cattivo Eduardo
27- De Miro D' Ajeta B. - Eduardo nu teatro antico sempre apierto
28- Greco F. C.- Eduardo e Napoli Eduardo e L' Europa
29- Bergonzini e Zardi- Teatro anno zero
30- Taviani F. - Uomini di scena uomini di libro
31- Trevisani G. - Teatro napoletano dalle origini
32- Calcagno P.- Eduardo la vita è dispari
33- Quarantotto-De Filippo I.- Eduardo vita e opere
34- A.A.V.V.- Eduardo nel mondo
35- " - Teatro e drammaturgia a Napoli nel novecento
36- Casarico C.- Il mito di Eduardo
37- Compatangelo M. L.- Eduardo maestro di drammaturgia
38- De Matteis S.- Lo specchio della vita
39- Bertani O.- Parola di Teatro
40- Bernard E.- Autori e drammaturgie
Per ulteriori informazioni bibliografiche
: linocalvino@email.it
PAROLE MBRUGLIATE
(Parole vere per Eduardo)
di Emilio Pozzi
Bulzoni Editore - pag. 449 - 30 euro
Veramente interessante l’ ultimo libro di
Emilio Pozzi dove il tema è “ Eduardo De Filippo”: quasi centocinquanta voci
diverse per personalità, carattere, modus vivendi…esprimono giudizi,
opinioni,testimoniano aneddoti…per darci una visione sempre più nitida e
precisa della personalità di questo grande autore teatrale, oltre che poeta,
attore, regista…
Da questo libro è nato anche l’ idea per un sito internet(http://eduardodefilippo.wordpress.com)
dove Marco Masucci, laureando in lettere con una tesi su Eduardo, elenca
giudizi positivi e negativi di tutti coloro che hanno qualcosa da dire sul
Maestro: esperti, giornalisti, critici, … giudizi, pensieri,riportati da
libri, riviste, giornali e anche direttamente scritti da chiunque abbia
qualcosa da dire su Eduardo. Masucci,pur amando il teatro di Eduardo, non si
limita a riportare giudizi positivi ma giustamente riporta anche quelli
negativi di chiunque voglia comunicare un suo pensiero su questo autore,
estimatore o detrattore che sia ( riporta anche il giudizio di Barbetti che
non aveva ben compresa l’ importanza del teatro eduardiano).
Il libro di Pozzi non è quindi uno dei soliti testi(anche questi utilissimi
ma comuni) che illustrano il parere di una sola persona sulle varie commedie
di Eduardo e sulla vita e personalità del drammaturgo (la cui bibliografia
già conta più di cento libri solo in italiano che ci parlano di Eduardo),
ma, riportando il parere di molti, appassiona il lettore a crearsi una
propria visione del fenomeno Eduardo.
Apre il libro una prefazione dell’ illustre Prof. Ferruccio Marotti che
ebbe, tra gli altri, il grande merito di convincere Eduardo a insegnare all’
Università di Roma(insegnamenti raccolti poi in : Eduardo-Lezioni di
Teatro-Einaudi)
Marotti scrive: “E’ quello di Emilio Pozzi un libro di testimonianze, dove
il vissuto umano e teatrale di Eduardo, rivisitato attraverso il racconto di
varie generazioni di autori attori registi, a lui legati per i più diversi
aspetti, esce prepotentemente in primo piano e ci colpisce per la ricchezza
della vita vissuta che si mescola inestricabilmente con i vari punti di
vista sul teatro nei suoi aspetti complementari di professione e contributo
artistico”.
Un libro dunque la cui lettura è consigliabile a tutti, esperti, gente
comune, semplici spettatori di qualche commedia di Eduardo.
recensione di Pasquale Calvino
info calvinopasquale@gmail.com
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