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AUTORI
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è dedicata agli autori dei testi pubblicati sul nostro sito; forniamo una
breve presentazione dell'artista e delle sue opere ed eventuali
informazioni che possano facilitarne il contatto (sito internet, e-mail,
numero di telefono, ...).
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all'iniziativa puoi scrivere al nostro indirizzo di posta
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allegando tutto o in parte il seguente
materiale :
- presentazione dell'autore
- presentazione generica delle opere
- sito internet
- e-mail
- telefono
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sarà pervenuto dal diretto interessato.
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AUTORI
EDUARDO SCARPETTA
Sintesi
biografica
a cura di Pasquale Calvino
Nasce in
famiglia
della media borghesia, il 13 marzo 1854 a Napoli e ivi muore il 29
novembre 1925. Il padre, ufficiale degli affari ecclesiastici, lo
avvicina sin da ragazzo al teatro.Lascia gli studi a 14 anni , dopo la
morte del padre. Esordisce a 15 anni come generico e dopo due anni
ottiene un grande successo con la farsa di Enrico Parisi :” Feliciello
mariuolo de na pizza” interpretando il personaggio di Felice
Sciosciammocca,, importante maschera del teatro napoletano del tempo.
Lavora al teatro S. Carlino (Piazza Municipio) con Antonio Petito,
celebre Pulcinella e autore teatrale.Nel 1876 sposa Rosa De Filippo. Nel
1878, dopo qualche anno dalla morte di A. Petito, Scarpetta ritorna al
S. Carlino con una commedia che ottiene successo: “ Don Felice, maestro
di calligrafia”.
Dopo una turneè in Italia settentrionale, raccoglie guadagni che gli
consentono di rinnovare il S. Carlino.
Nel 1881, con “ ‘O Scarfalietto” comincia il grande vero successo di
Scarpetta: questa commedia inizia un nuovo corso nella drammaturgia del
teatro napoletano caratterizzandolo con una nuova comicità di
derivazione francese ma di ambientazione fisica e psicologica del tutto
napoletana.
In effetti Scarpetta si ispira alle trame di pochade e vaudeville di
collaudati autori francesi, ma non li imita, li manipola con grande
originalità adattandoli al gusto e alla mentalità napoletana.
Dopo la chiusura e demolizione del teatro San Carlino, Scarpetta
continua la sua attività teatrale al Teatro dei Fiorentini dove, nel
1888 mette in scena il suo capolavoro originale, non derivato da
preesistenti commedie: “ Miseria e nobiltà” seguito da altro grande
successo: “ Na Santarella”(1889 –da “ Mam‘zelle Nitouche” di Meilhac e
Millaud).
Aveva già un palazzo in Via Vittoria Colonna( architetto Vincenzo
Salvietti che aveva edificato il Teatro Bellini) e veniva chiamato Don
Eduardo( gran signore).quando,costruisce, con i guadagni della commedia:
“ Na Santarella”, una splendida dimora nelle vicinanze della “ Villa
Floridiana” sulla cui facciata fa scrivere: “ Qui rido io”.
Dopo l’ apertura ,a Napoli, del Salone Margherita nel 1890, alla
Galleria Umberto I, che segna la nascita del “ varietà “e del “cafè
chantant”, inizia il declino di Scarpetta.
Al teatro Sannazzaro(Via Chiaia) il 10-10-1910, recitò la sua ultima
opera: “ Il medico dei pazzi” giudicato, da alcuni, il suo capolavoro(
le commedie geniali di Scarpetta sono:”Miseria e Nobiltà” e “ Il medico
dei pazzi”)
Subito dopo si ritira dalle scene.
Aveva anche vinto la causa per plagio e contraffazione di una commedia
di G. D’ Annunzio. Infatti aveva scritto una parodia sulla “ Figlia di
Iorio “ :suoi accusatori erano stati Salvatore Di Giacomo e Roberto
Bracco, suo grande difensore “ Don Benedetto”(Benedetto Croce).
Scarpetta da al teatro tre figli : Titina, Peppino ed Eduardo De
Filippo(figli di Luisa De Filippo)
oltre ai tre avuti da Rosa De Filippo:Domenico, Vincenzo e Maria
Scarpetta, autrice di testi(pseudonimo:Mascaria).
Le migliori commedie di Scarpetta sono:
1881- “ Lo Scarfalietto”
1881- “ Tre pecore viziose”
1885- “ Li Nepute de lu sinneco”
1888- “ Miseria e nobiltà”
1889-“ ‘Na Santarella”
1894- “ Tre cazune fortunate”
1896- “ L’ Albergo del silenzio”
1900-“ A Nanassa”
1900- “ Cane e gatte”
1908- “ O’ Miedeco d’e pazze”
Per lo studioso del
teatro comico sarà utile ricordare alcuni autori francesi ai quali
Scarpetta, con grande originalità, si ispira:
Eugene Labiche
La casa numero sette(1881) da “ Si jamais je te pince”
Il romanzo di un farmacista povero(1882) da “ Les Trente milions de
Gladiator)
Na paglia ’e Firenze(1883) da “ Le Chapeau de paille d’ Italie”
La signorina Piripipì(1883) da “ Les pommes du voisin”
S’ ha da di’ o no?(1883) da “Doint-on le dire?”
Georges Feydeau
L’ albergo del silenzio(1896) da “ L’ Hotel du Libre-Echange”
Le belle sciantose(1897) da “ Un fil a la pattè”
A Nanassa(1900) da “ La Dame di Chez-Mamim’s”
Madama Sangenella(1902) da “ Le Dindon “
Alfred Hennequin
Titillo(1880) da “ Bebè “
Duje marite ‘ mbrugliune(1880) da “ Les Dominos roses”
La posta in quarta pagina(1881) da “ La Petite correspondance”
Tre pecore viziose(1881) da “ Le Procès Veauradieux”
Fifì (1882) da “ Niniche”
La Nutriccia(1882) da “ Nounou”
‘Nu Turco napulitano (1888) da “ Le Parisien”
Maurice Hennequin
Madama Rollè(1902) da “ Coralie et Cie”
‘Nu Core d’ angelo(1904) da “ Le Sublime Ernest”
Alexandre Bisson
Lu Marito de Nannina(1885) da “ 115, rue Pialle”
Cane e gatte(1901) da “ Falouse”
Carcere e matrimonio(1902) da “ Voyage d’ agreèmènt”
‘Na Brutta pazzia(1907) da “ Le Bon moyen”
Inoltre Scarpetta riduce Goldoni e molti altri autori.
GIUDIZI CRITICI
“ La figura di Scarpetta è ancora oggi al centro di giudizi diversi, al di
sopra dei quali resta la genuina ed efficace comicità delle sue commedie-
comicità per la prima volta cercata nelle nuove,assurde figure della
borghesia napoletana del tempo-e, accanto a questa , una accuratezza di
recitazione e di messinscena che hanno senza dubbio contribuito a dare una
nuova dignità al teatro napoletano”( Anonimo)
“ Fu tuttavia ne “ Lo Scarfalietto”(15-01-1881), che “ la riforma
scarpettiana” apparve attuata.
Egli non aveva abolito i lazzi dal suo dettato comico, li aveva trasformati
in battute; dando cioè ad ogni exploit moresco una ragione significante di
riso. Allo stesso modo non aveva abolito i personaggi tipizzati nelle
vecchie maschere: li aveva ricreati dall’ interno, per farne apparenze della
nuova intuizione del verisimile.Persino l’ avvocato Tartaglia(balbuziente-ndr)
era diventato Anselmo Raganelli, al centro di un tribunale,(scena di : “ ‘O
scarfalietto “III atto-ndr) che è la più allegra caricatura di un ambiente
di giustizia, apparsa su un palcoscenico.” ( Vittorio Viviani)
“ La costruzione, peraltro delle commedie scarpettiane, era talmente solida,
e talmente felice e rinnovatrice era la trasposizione del mondo parigino
nell’ ambiente partenopeo- attraverso l’ incarnazione di tipi napoletani che
nel tempo si trasformano ma non muoiono- che quelle commedie, oggi sono
ancor vive, mediante l’ aggiornamento di quei tipi, come ha dimostrato
Eduardo con la fortunata creazione della” Scarpettiana” al Teatro San
Ferdinando”( Giulio Trevisani)
“ Eduardo Scarpetta poteva vantare di aver trasformato i vecchi lazzi delle
maschere comiche in un dettato di battute significanti e d’ aver sostituito
al guittismo una comicità borghese.” (Luciano Bottoni)
Scarpetta aveva inventato il personaggio fisso di Sciosciammocca e aveva
fatto ridere i pubblici di molto teatri italiani con numerosissime commedie(
le più famose:” Santarella”, “ Il medico dei pazzi” ed il capolavoro “
Miseria e nobiltà” del 1888) che ebbero una lunga fortuna e non smisero mai
d’ essere rappresentate( Eduardo De Filippo le reinterpretò durante tutta la
sua carriera; Totò le tradusse in cinematografo, in opere non pregevoli dal
punto di vista filmico, ma capaci ancora oggi di divertire e tramandare i
caratteri d’ una comicità che sembra senza tempo).” (Ferdinando Taviani”
“ Eduardo Scarpetta approda a una vera e propria riforma teatrale, la quale,
superato il populismo di Petito, si propone come l’ adattamento partenopeo
del vaudeville francese. La famosa affermazione di Scarpetta: “ La plebe è
troppo misera per poter comparire ai lumi della ribalta” traduce proprio il
bisogno di rivolgersi ad un pubblico nuovo, più avvertito ed esigente, che
manifesta la volontà di specchiarsi a teatro, con tutte le sue
contraddizioni, ma in un tono leggero e umoristico.
Scarpetta però non opera solo una riforma nel gusto e nei contenuti del suo
teatro, poiché accompagna tutto ciò con una notevole perizia tecnica, con la
grande cura della messinscena, in particolare della scenografia, e con l’
attenzione posta alla preparazione degli attori.”( Mario Ruotolo)
BIBLIOGRAFIA
Scarpetta Eduardo- Tutto il Teatro-Newton Compton
Scarpetta Eduardo- Cinquant’ anni di palcoscenico- Savelli Editore
Trevisani Giulio- Teatro napoletano dalle origini- Guanda(1957)
Viviani Vittorio- Storia del teatro napoletano- Guida Editori(1969)
Monaco Vanda- Eduardo Scarpetta, Miseria e Nobiltà e altre commedie- Guida
Editori(1980)
Scarpetta Maria-Felice Sciosciammocca mio padre- Morano Editore(1949)
Zanazzo Giggi- Eduardo Scarpetta.- La Botteguccia
Bottoni Luciano-Storia del teatro italiano- Il Mulino(1999)
Taviani Ferdinando-Uomini di scena uomini di libro-Il Mulino(1995)
Sipario n. 666
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