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AUTORI
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breve presentazione dell'artista e delle sue opere ed eventuali
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sarà pervenuto dal diretto interessato.
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AUTORI
EUGENE LABICHE
Sintesi
biografica
a cura di Pasquale Calvino
LA VITA
Celebre commediografo francese (Parigi 1815-ivi 1888)
autore di vaudevilles (teatro comico inframmezzato con ritornelli o canzoncine e
musica).
Ebbe un’ infanzia felice e una memoria prodigiosa che lo aiutò molto
negli studi.
Labiche accumula in pochi anni, dopo il 1951, una fortuna immensa.
Acquista una proprietà di 900 ettari per dedicarsi all’ agricoltura e
all’ allevamento del bestiame.
Augier scrive la prefazione al suo “ Théatre complet”
(1879) che contiene
solo 57 lavori su circa 170 scritti da Labiche :
non è certamente un
teatro moraleggiante, anzi è un teatro cinico e satirico allo stesso
tempo, ma in questo modo, Labiche, ci mostra la borghesia del suo tempo,
con i suoi vizi, le sue ingordigie, i suoi egoismi, per cui si deve dire
che L. non è stato il semplice creatore di farse, com’è stato giudicato
fino a qualche decennio fa, ma un autore comico, satirico, critico della
sua società.
Dopo il Settanta (Sedan, guerra con la Prussia e la Comune di
Parigi) Labiche avvertì profondamente
l'inadeguatezza e la spensieratezza del proprio teatro, di fronte ai
problemi e alle tensioni del momento storico. E infatti - e non solo per
l'età - diradò le proprie opere.
Questo commediografo possiede un particolare senso della comicità, una
inimitabile forza legata agli intrecci, imbrogli, fatalità,
sorprese… (vedi “ Un cappello di paglia di Firenze).
Philippe Saupault scorge nei lavori di Labiche una comicità crudele, un
gioco (jeu de massacre) per massacrare a furia di risate la società
borghese.
Le commedie di L., secondo una boutade del Lemoinne, hanno infallibili
virtù terapeutiche per i malati di depressione, melanconia,
tristezza (oggi si parla di comicoterapia).
Luigi Lunari vede in Labiche l’ iniziatore del teatro dell’assurdo,
mentre è più severo il giudizio di Vito Pandolci su questo autore
francese.
I suoi testi teatrali, circa 170, sono scritti quasi tutti in
collaborazione, eccetto sette atti unici.
Tra le più importanti opere ricordiamo:
1- 1849-Rue de l’ homme armé n. 8 (4 atti)
2- 1850- Embrassons-nous, Folleville ! ( 1atto)
3- 1850-Un garzon de chez véry (1 atto)
4- 1850-La fille bien gardée (1atto)
5- 1851-Un chapeau de paille d’ Italie (3atti)
6- 1852- Un monsieur qui prend la mouche (1atto)
7- 1852- Le misanthrope et l’ auvergnat (1atto)
8- 1852-Edgard et sa bonne (1atto)
9- 1852- Le chavalier des dames (1atto)
10- 1852-Mon Ismenie (1atto)
11- 1856- Si jamais je te pince... ! (3atti)
12- 1857- L’ affaire de la rue de Lourcine (1atto)
13- 1859- L’ avocat d’ un grec (1atto)
14- 1859- Yoyage autor de ma marmite (1atto)
15- 1860- La sensitive (3 atti)
16- 1860- Les deux timides (1atto)
17- 1860- Le Voyage de Monsier Perrichon (4 atti)
18- 1861- Les vivacités du capitaine Tic (3 atti)
19- 1861- Le mistère de la rue Rousselet (1atto)
20- 1861- La poudre aux yeux (2 atti)
21- 1862- La Station Champbaudet (3 atti)
22- 1862- Les 37 sous de M. Montaudoin (1atto)
23- 1863- La Dame au petit chien (1atto)
24- 1863- Permettez, Madame !... (1atto)
25- 1863- Célimare le bien-aimé (3 atti)
26- 1864- La Cagnotte (4 atti)
27- 1864- Moi (3 atti)
28- 1865- Premier prix de piano (1atto)
29- 1866- Un pied dans le crime (3 atti)
30- 1867- La Grammaire (1atto)
31- 1867- Les Chemins de fer (5 atti)
32- 1868- Le Papa du prix d’ honneur (4 atti)
33- 1869- Le dossier de Rosafol (1atto)
34- 1870- Le plus heureux des trois £ atti)
35- 1872- Dont-on le rire ? (3 atti)
36- 1873- 29 degrés a l’ hombre (1 atto)
37- 1874- Garanti dix ans (1atto)
38- 1874- Madame est trop belle (3 atti)
39- 1875- Les trente millions de Gladiator (4 atti)
40- 1875- Un mouton a l’ entresol (1atto)
41- 1876- Le Prix Martin (3 atti)
42- 1876- La Cigale chez les fourmis
In italiano sono state tradotte (a volte
adattate) :
Il maggiore Cravachon (1844)
Un giovane frettoloso (1848)
Abbracciamoci! (1850)
Ismenia mia (1852)
Il Misantropo e l’Alverniate (o acquaiolo-1852)
Un amico ostinato (1853)
Se ti pesco! (1856)
Sgranocchio mia zia (1858)
Viaggio intorno alla mia marmitta (1859)
I due timidi (1860)
La polvere negli occhi (1861)
I 37 soldi del signor Montaudin (1862)
Celimare il beneamato (1863)
Permette, signora (1863)
Io (1864)
Un piede nel crimine (1866)
La grammatica (1867)
La scelta del genero (1869)
Si deve dirlo? (1872)
29 gradi all’ ombra (1873)
I trenta milioni di Gladiator (1875)
Il cavaliere delle dame
Una cicala in casa di formiche
e tutte le opere descritte nella sezione successiva.
LE OPERE
1) Il cappello di paglia di Firenze
(in coll. con Marc Michel, rappresentata nel
1851)
Nel 1927 René Claire trasse l’ omonimo film.
Il cavallo che traina la carrozza del giovane Fadinard, divora il cappello
di paglia di una signora che è dal suo amante.Bisogna trovare un cappello
identico per darlo alla signora e non destare i sospetti del marito! Il
povero Fadinard è costretto, nel giorno delle sue nozze, ad un’ affannosa
ricerca del cappello….Lo troverà? E dove?
E’ un capolavoro e un classico esempio del vaudeville francese.
“Cinquant’anni fa, questa commedia sarebbe stata considerata paradossale e
mal fatta : L’ idea di far circolare, attraverso tutta una serie di
incidenti burleschi, continuamente rinnovati, un personaggio centrale,
inseguito dal corteo delle sue nozze, quest’ idea sarebbe apparsa come
mostruosa : Oggi questa commedia è il modello delle commedie ben fatte e lo
rimarrà per molto tempo” (F. Sarcey 1851)
“ La critica ammirò soprattutto la prodigiosa abilità tecnica dell’ autore,
il suo senso del movimento narrativo, il suo brio sicuro e abbondante: E non
si accorse lì per lì , che, nella commedia sfilavano , uno dopo l’ altro,
dei personaggi di una esattezza umana, beninteso caricaturale, ma
impressionante.
…quei personaggi sono ancora così autentici, così veri, che si ride ancora,
segno evidente che si trattava di una caricatura in profondità e non già a
fior di pelle.
…”Un cappello di paglia di Firenze” è un capolavoro di movimento scenico:
Pur rimanendo appiccicati alla verità umana , i personaggi di questa
commedia vivono, prima di tutto, secondo
l’ottica della scena. Il racconto di Labiche non ha mai un momento di pausa:
Incidenti, equivoci e catastrofi si susseguono a catena: Labiche sa che
basterebbe un piccolo tempo vuoto per perdere irrimediabilmente l’ adesione
dello spettatore, il consenso della sua allegria. Ma nella sua comicità
caricaturale, questa commedia è di una crudeltà spesso brutale. Colla scusa
che si tratta di semplici personaggi, di personaggi di una finzione comica,
Labiche massacra nella commedia i suoi contemporanei, denunciandone le
bassezze, gli egoismi, le vanità, le meschinità, i turpi pensieri mal
nascosti. Fadinard è un inquieto, un codardo, un indeciso. Nonancourt è il
piccolo borghese, irascibile e vanitoso. Beauperthuis è il marito, nello
stesso tempo, pieno di gelosia e di credulità, gretto e cattivo. La famiglia
Nonancourt è una di quelle famiglie contro le quali, cent’anni dopo,
lanceranno le loro frecce avvelenate gli scrittori di romanzi. Nell’
insieme, il testo di “Un cappello di paglia di Firenze” ha potuto traversare
trionfalmente tutto un secolo, in mezzo ad applausi identici di tante
diverse generazioni di spettatori. E, forse è per questo che Un cappello di
paglia di Firenze continua ad essere uno dei testi più autentici di tutta la
storia universale del teatro.
(Vittorio Guerriero)
2)
Il viaggio del signor Perrichon (in coll. con Edmond
Martin, rapp. nel 1860)
Il signor Perricon, ricco borghese, parte con la moglie e la figlia per un
viaggio di piacere in Svizzera. Armando e Daniele, pretendenti della figlia,
li seguono, durante il viaggio, per avere il consenso alle nozze. A chi darà
sua figlia il signor Perrichon e perché?
3) Il salvadanaio
(La cagnotte, rapp. nel 1864)
Un gruppo di amici borghesi giocano a ramino e mettono soldi in un
salvadanaio per un viaggio.
Decidono di partire per Parigi in cerca di momenti esaltanti ma rimangono
delusi perché per una serie di intrighi rimangono senza nemmeno i soldi per
ritornare a casa. In questo viaggio si rivelano i vizi, le manie, i difetti
di ognuno del gruppo e quindi della borghesia del tempo.
Tempi comici veloci , ritmi serrati, ottima caratterizzazione dei personaggi
sono i principali pregi di questa opera.
4)
Il più felice dei tre (“Le plus heureux des trois” in coll.con Gondinet,da
un’ idea di Sarcey, rapp. nel 1870)
Tra il marito, la moglie e l’ amante, chi è il più felice?
5) Il caso di via
Lourcine (1857)
E’ un giallo-comico, ricco di equivoci, sotterfugi,presunti delitti…
Un signore borghese, al mattino, si trova nel letto un vecchio compagno di
scuola: entrambi sono sporchi di carbone e entrambi non ricordano niente
della serata precedente. E’ stata uccisa una carbonaia e i due, credendosi
colpevoli, cercano di eliminare i sospetti e le prove…
Come andrà a finire?
6) Il club degli Sciampagnoli
(Le club Champenois -1848-
trad. Lia Martucci)
“ Tutti i personaggi sono grotteschi: borghesi, operai, funzionari,
generali; fantocci simili ai personaggi del guignol. Le idee più nobili
vengono messe in ridicolo: Labiche ride e compare fin d’ ora quella crudeltà
che la sua giovinezza felice e spensierata non sembrava preannunciare. Fa
ridere sulle disgrazie dell’ epoca, sulle pretese o sui timori dei suoi
contemporanei. Ride, ma non partecipa. “ ( Filippe Soupault)
7) Le ferrovie ( Chemins de fer-1867 trad. Luigi
Lunari)
“ Le Ferrovie ci presentano il classico gruppo di personaggi del vaudeville
di Labiche: il borghesotto provinciale, grassottello e benestante, con la
moglie molto più giovane e belloccia, la cameriera piacente e paesana, la
nipote decisamente carina e non necessariamente geniale, il di lei
pretendente alto magro ed elegante, e una piccola folla di figurine minori
caratterizzate da un vizio, da una virtù, da un tic o da una mania ben
costante,suggerite magari dalla necessità di dare una porticina a un attore
o a un’ attrice della compagnia. Nelle “ Ferrovie” questo gruppo si muove,
si sposta da un posto all’ altro, come abbiamo visto fare nei più tipici
capolavori del genere(quali “ Il cappello di paglia “o”La cagnotte”); ma
mentre in queste e in altre opere le peripezie del gruppo hanno uno scopo,
un preciso punto di partenza e un punto d’ arrivo altrettanto preciso,
raggiunto alla fine di ben precise e conseguenti avventure, nelle “Ferrovie”
esso vagola a caso, per cinque luoghi, in cinque momenti, per cinque atti
che potrebbero essere aumentati a venti o ridotti a tre.
Non esiste una trama: esiste una dissoluzione della trama negli incidenti
che solitamente compongono i dialoghi, con un nesso causale che le lega
assottigliato il più possibile, così qui gli incidenti, i fatti, le azioni,
i gesti e le frasi dei personaggi si susseguono senza alcun rigore causale:
agganciandosi l’ uno all’ altro sulla base di una vaga associazione d’ idee,
di un’ alliterazione, di un rapporto del tutto occasionale, o qualche volta
semplicemente per caso, o addirittura perché date le premesse ciò che segue
è la sola cosa inattendibile che possa verificarsi in quel momento: per
assurdo.
Teatro dell’ assurdo, dunque, subspecie del vaudeville. Il vaudeville
portato alle conseguenze estreme, fino a ridursi alla esasperazione
parossistica dei suoi elementi costitutivi, e dunque rovesciato in ironia,
in parodia del vaudeville. Quello che è abbastanza stupefacente è che questa
dissoluzione ironica del vaudeville sia stata compiuta da uno dei suoi
massimi sacerdoti, ma anche a questo proposito si possono avanzare due
spiegazioni: L’ una che la modestia di Labiche abbia favorito la percezione
dei limiti di questa forma drammatica o dei pericoli comunque insiti nel suo
sviluppo; l’ altra che la totale gratuità delle “ Ferrovie” costituisca la
brillante soluzione pratica escogitata da Labiche in mancanza di un’ idea
drammatica più solida e munita di capo e di coda.
Pertanto poco importano le intenzioni dell’ autore di fronte alla realtà
dell’ opera scritta: ai nostri occhi “ Le ferrovie” appaiono come la
diagnosi ironica di un genere avviato alla dissoluzione in un tecnicismo
sempre più vuoto e fine a se stesso, e dunque come un esempio di teatro
dell’ assurdo dell’ ottocento, perfettamente analogo al teatro dell’ assurdo
del giorno d’ oggi. Di più, se consideriamo come il teatro dell’ assurdo del
‘900 ha perlopiù allestito Labiche, con attori ammiccanti furbescamente al
pubblico, ben consci delle spiritosaggini che dicevamo, vestiti di
incredibili panciotti arancione, con gabbie di pappagalli e ombrelloni verdi
in mano, con camicioni da notte lunghi fino ai piedi, privati insomma di
quella crudeltà con cui li ha visti il loro autore( e che nasce dal
contrasto tra la mediocrità delle cose che essi dicono e fanno, e la serietà
con cui parlano e agiscono), “Le ferrovie “ ci appaiono addirittura come una
satira del modo di rappresentare Labiche, e cioè come la sola opera di
Labiche che sia legittimo allestire con i panciotti arancione, con le gabbie
di pappagalli e gli ombrelloni verdi, e i camicioni da notte lunghi fino ai
piedi. ( Luigi Lunari)
8) Marinare la scuola ( L’
école buissonnière- 1845-trad. Sonia Pozzoni ; adat. P. Calvino)
Clodion ritorna a casa dopo aver perso molti soldi al gioco. Aveva pensato
di invitare degli amici ma si è dimenticato.Si presentano a casa sua alcuni
personaggi che egli invita a mangiare con lui, tra questi, Provins, che gli
vuole far sposare la nipote dandogli una dote con la quale potrà pagare i
suoi debiti di gioco.Clodion è costretto ad accettare…
Il secondo atto si svolge in un collegio femminile, dove…
9) Se una volta ti pesco (Si jamais te pince!...-in
coll. con Marc Michel-1856-trad. di C. Levi)
“ Questa commedia ha un carattere ingenuo e familiare , che la rende più
accetta anche ad un pubblico più rigido in fatto di morale: a differenza di
ogni altra commedia di Labiche, v’è qui sviluppato un carattere femminile.
Mentre nelle altre commedie di donne-ragazze o maritate-rimangono un poco
nell’ ombra, senza nessuna caratteristica che le distingua, senza
personalità,
l’ Alessandra di questa commedia, gelosa al punto di volersi vendicare di
una lieve amnesia coniugale di Faribol è la vera protagonista: è colei che
tiene le fila dell’ azione.” (Cesare Levi)
10) 29 gradi all’ ombra ( 29 degrés a l’ ombre -1873- )
“ …in tutto il panorama del teatro di Labiche, non ci sono che sette
testi-quelli di sette commedie in un atto-che recano unicamente il nome del
suo autore. Una di queste sette commedie è appunto 29 gradi all’ ombra che
Labiche scrisse al crepuscolo della sua carriera, nel 1873. E’ una delle sue
farse più tecnicamente ben riuscite, abitata da un’ ironia di una eccellente
qualità letteraria e agganciata aa una verità semplice ed umana. Beninteso,
e come in quasi tutto il teatro di questo autore, ci troviamo di fronte ad
un aneddoto allegro, messo a disposizione di una descrizione psicologica
precisa. Nelle scene rapide, fluide, di 29 gradi all’ ombra l’ aspetto della
psicologia borghese, preso a bersaglio da Labiche, è quello della paura
fisica: Paura viscerale, direbbero gli esteti di oggi. Un personaggio
centrale, quello che ha fisicamente paura, è costretto a passeggiare in
mezzo agli avvenimenti di uno stretto universo, che ha le stesse modeste
dimensioni del suo spirito. Si tratta, come ha detto Philippe Soupault,
parlando delle farse di Labiche, di “ una tempesta in un bicchiere d’ acqua
zuccherata”: lo spettatore e il lettore assistono alle varie fasi di questa
briosa tempesta. Lo spettatore non è invitato unicamente a ridere delle
disavventure o delle reazioni del personaggio centrale( e dei personaggi che
lo circondano) ma soprattutto della sua-o della loro- mediocrità. Come i
nani fisici- i lillipuziani- ci fanno ridere sulla pista del circo, così i
nani della morale ci fanno ridere nella vita di tutti i giorni.
Nessuno scrittore di teatro ha saputo, come Labiche, presentare in maniera
nitida e rapida, con una prodigiosa sobrietà di parole, di gesti, di mezzi
aneddotici, dei tipi umani che sono, poi, degli individui autentici, in
carne ed ossa, chiesti in prestito alla vita di tutti i tempi e di tutti i
paesi. I personaggi delle farse di Labiche non sono mai delle marionette
comiche, smarrite in un vago circuito di peripezie, ma dei “ caratteri”, nel
senso che a questa parola ha dato Bergson nel suo famoso trattato “ Le rire”.
Dice Bergson che ogni carattere può essere comico, alla condizione di
intendere, per carattere, tutto ciò che esiste di prefabbricato nella nostra
persona umana, che esiste allo stato di meccanismo già stabilito e capace di
funzionare automaticamente. Il carattere, conclude testualmente Bergson , è
il terreno sul quale noi non facciamo che ripetere costantemente noi stessi.
Nelle scene di 29 gradi all’ ombra, circola uno di questi “ caratteri”,
sorpreso al centro di una vicenda che lo costringe a definirsi senza
equivoci: la vicenda semplice e breve, un carattere che un fotografo
chiamerebbe, nel suo gergo, una istantanea. Ma è molto ben riuscita. “ (m.l.d.)
11) Il misantropo e l’ alverniate( Le misantrope et l’ auvergnat- 1852)
Un misantropo che odia tutta l’ umanità perché bugiarda, ipocrita, egoista,
furba…riceve la visita di un acquaiolo che gli restituisce un portafogli con
una forte somma che il misantropo aveva perduto.
Il misantropo simpatizza con quest’ uomo che non vuole nemmeno una
ricompensa e decide di tenerlo come amico dandogli ospitalità..
La grande trasparenza del portatore d’ acqua procura al suo padrone anche
delle situazioni imbarazzanti. Cosa fare?
12) La Grammatica( La grammaire-1867)
Atto unico che si svolge nella sala di una casa di campagna dove Jean, il
domestico rompe sempre tutto e lo sotterra in giardino per non farlo vedere
al padrone sig. Caboussat, negoziante con ambizioni politiche ma poco
esperto della grammatica e dell’ ortografia.
Un bravo giovane ma pure lui inesperto dell’ arte di scrivere chiede la mano
della figlia del negoziante .Acconsentirà il padre?
13) La lista di Rosafol (Le dossier de Rosafol-1869)
Una seconda moglie tiranneggia il marito donnaiolo dandogli pochi soldi.
Un bel giorno viene assunta come cameriera la prima moglie, da cui aveva
divorziato dicendo però alla seconda moglie che la prima era morta..
Non può quindi svelare la vera identità della cameriera ed è costretto a….
14) I due timidi (Les deux timides-1860)
Un avvocato timido, Frémissin, difende il signor Garadoux, accusato di
maltrattamenti nei confronti della moglie.
L’ avvocato cerca di raccontare la vita coniugale del suo cliente con
dolcezza.
Quando parla il procuratore fa un quadro a forti tinte negative della vita
coniugale dell’ uomo e le visioni dolci e violente si alternano con l’
alternarsi della difesa e dell’ accusa.
Ma un incidente turba l’ avvocato della difesa che timido si confonde e
finisce con l’ accusare anche lui il cliente che doveva difendere. Come
finirà l’ accusato?
15) Un giovane frettoloso
16) Due ottimi padri
Molte sono le commedie importanti di Labiche, ma in Italia, non è stato mai
pubblicato, che io sappia, un libro critico con la migliore produzione di
questo autore (per le poche cose pubblicate in Italia vedi la bibliografia)
LA CRITICA
“ Infine, ed è forse quel che meno è stato compreso, perché egli ha fatto
anzitutto ridere, Labiche è un autore crudele, di una crudeltà brutale, di
una brutalità che non si smentisce mai. Questa crudeltà era ben accetta a
tutti coloro che soffrivano o anche a coloro che traevano vantaggio da
quello stato di cose e da quelle consuetudini e che, vanitosi ed egoisti,
riconoscevano i loro amici e il loro prossimo, senza volere o sapere
riconoscere se stessi.
Ridere è la più immediata espressione della crudeltà, anche se talvolta
questa crudeltà si esercita su se stessi.
E’ per questa crudeltà così ostinata di Labiche che possiamo spiegarci il
suo successo senza eclissi. La nostra epoca verrà giudicata senza dubbio una
delle più crudeli, fra le più spietate della storia dell’ umanità, che
tuttavia ne ha conosciute di sanguinose. E questa tendenza alla crudeltà fu
e continua ad essere così forte, che si orienta verso il sadismo e verso il
masochismo. Ma è tenuta più segreta.
Un massacro a colpi di risate che labiche ha perpetuato sulla scena quasi
per un secolo, rappresenta l’ inizio di questa influenza. Dapprima non fu
che un gioco…
Labiche ha compreso quello che il pubblico desiderava più di tutto cercare
in teatro. Un massacro.
Come anticamente al circo. Un massacro visto da una poltrona senza aver l’
aria di parteciparvi.
(Filippe Soupault)
“…il suo teatro non poggia su un solo protagonista, ma su una folla di
personaggi, orchestrati mirabilmente, che intrecciano e sviluppano trame e
avventure nel modo più spassoso e imprevedibile.” ( Giovanni Macchia)
“ …Goldoni coglie direttamente la vita mentre Labiche sceglie le battute
migliori, la borghesia è il loro grande tema: ancora gracile con Goldoni,
trionfante con L. , nell’ uno come nell’ altro essa mostra per trasparenza
decoro, limiti, pregi, manie, irreligiosità: Rivela quell’ etica un poco
approssimativa e reticente, che sempre racchiude il germe di una minima
riserva mentale, di una possibile transazione: Una volta salve le forme
dell’ onestà e della decenza, tutto sembra a posto in entrambi…”
“ Come ideatore di trame bizzarre, paradossali, potremmo dire surrealiste,
Labiche ha pochi rivali al mondo: Le sue macchinette comiche hanno quella
perfetta finitezza di esecuzione artigianale che è superata soltanto dalla
felicità della trovata donde l’ azione coglie pretesto a sgomitolarsi”
(Corrado Pavolini-Enciclopedia dello Spettacolo voll.VI pag.1114)
“ l’ umorismo di Labiche- legato al suo tempo come ogni umorismo, finché non
trova al proprio fondo una volontà morale, come in Moliere e in Gogol- non
si concreta in figure tipiche, ma in situazioni parossistiche.
La cura che egli poneva all’ osservazione dei costumi e dei caratteri, come
allo shema dello organismo teatrale , non gli ha dato modo di trarre
conclusioni , oppure esse sono state sorvolate da un amaro scetticismo ,
troppo uso a vedere gli ideali servire unicamente a copertura d’ interessi.
Il sorriso di Labiche cela un amaro pessimismo , una buffoneria insultante,
un involontario giudizio di marionettismo sulle frivole caratteristiche del
secondo Impero. Si è dileguato per sempre il gioco senza scopo di Scribe,
come si è dissolta la brillante amabilità di Goldoni: qui non abbiamo altro
fine che di giungere al comico, al comico più sfrontato e gaio , altro mezzo
che la riproduzione della vita dei borghesi, nel loro epos quotidiano, nella
falsa compunzione con cui essi affrontano le svolte dell’ esistenza. Labiche
non se ne estranea affatto, anzi se ne pone al mezzo, lasci che la burla
trascini il suo autore, e si accontenta di divertirsi anch’ egli al gioco,
di dargli una lieve e libera patina d’ eleganza, di farvi trasparire il suo
spirito dandy” ( Vito Pandolci)
BIBLIOGRAFIA
Labiche Eugene - Théatre 3
vol. (prefazione di H.Gidel) - Garnier
Labiche Eugene - Théatre 2 vol. (pref. Jaques
Robichez) - Robert Laffont
Labiche Eugene - Théatre Complet 10 vol.
(pref. E.Augier) - Calmann Levy
Labiche Eugene - Ouevres Complètes 8 vol.(pref. G.
Sigaux) - Flammarion
Labiche Eugene - Il viaggio del Signor Perrington (trad.A.Franzoni)
- Rizzoli-BUR
Labiche Eugene - La cagnotte( Il salvadanaio)
- Einaudi
Labiche Eugene - Un cappello di paglia di Firenze
- Set
Labiche Eugene - Un giovane frettoloso
- Poligono
Labiche Eugene - Due ottimi padri
Labiche Eugene - Se una volta ti pesco
(trad. Cesare Levi) - Treves
Labiche Eugene - Le Ferrovie
(trad. L. Lunari) – Sipario n.
237|1966
Labiche Eugene - 29 gradi all’ ombra
Benabdallah Nadia - Le langage comique dans l’ oeuvre
d’ Eugene Labique - Septentrion
Autrusseau Jacquelin - Labiche et son théatre
- L’ Arche
Soupault Philippe - Labiche sa vie-son oeuvre
- Sagittaire
AA. VV. Eugene Labiche - Joca Seria
Lambert Jean - Labiche en Italie -
Corti
Pronko C. Leonard - Eugene Labiche and Georges
Feydeau - Gove Press
Pandolfi Vito - Teatro borghese dell’ 800
- Vallardi
AA.VV. - Dizionario Critico della Letteratura
Francese - Utet
Macchia e coll. - La letteratura Francese dal
romanticismo al simbolismo - BUR
AA.VV. - Trame per lo spettatore
(Storia del teatro mod.e cont.) - Einaudi
Ulteriori informazioni
linocalvino@email.it
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