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AUTORI
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AUTORI

JEAN-PAUL SARTRE

Sintesi biografica
a cura di Pasquale Calvino

Jean–Paul Sartre (Parigi, 1905-1980) è uno dei pensatori più complessi e anticonformisti del novecento. La filosofia di Sartre si evidenzia anche dal suo teatro e quindi non possiamo non ricordare che il suo pensiero si nutre dell’ esistenzialismo di Heidegger, del fenomenologismo di Husserl e del materialismo di Marx, correnti filosofiche che, portate alle conseguenze estreme sfociano nell’ esistenzialismo sartriano.
In termini pratici, l’ esistenzialismo sartiano è “psicanalisi esistenziale nel senso d’essere l’ analisi del progetto fondamentale in cui l’ esistenza consiste” (Abbagnano-Storia della filosofia-vol V pag.729) e può essere altresì definito come la filosofia della scelta, della libertà e della responsabilità(“l’ uomo essendo condannato a essere libero, porta il peso del mondo tutto intero sulle sue spalle”). L’ assoluta libertà dell’ uomo di fronte alle innumerevoli possibilità di scelte può generare l’ angoscia: “ Non si possono trovare alla libertà altri limiti che la libertà stessa; o, se si preferisce, che non siamo liberi di cessare di essere liberi”(N.Abbagnano).
L’uomo “ è quel ch’ egli si fa: e si fa quel che egli sceglie di essere, in forma di una decisione per la quale s’ identifica con una delle infinite possibilità che s’aprono innanzi a lui”.
E siccome tutte le possibilità sono egualmente insignificanti, la scelta è immotivata: ciò che importa è che si scelga, per essere qualcuno; non importa quel che si sceglie.
Secondo una terminologia più filosofica, Sartre definisce due realtà contrapposte: la realtà delle cose, degli oggetti cioè l’ “in se” che si contrappone al “per se” che non è altro che la coscienza dell’ essere umano che esiste ed è presente grazie alla separazione dal suo oggetto.
Per l’ impossibilità di una coincidenza tra le due realtà, l’ uomo è continuamente frustato nel suo desiderio di raggiungere l’ irrealizzabile pienezza dell’ essere e non gli rimane che l’ angoscia.
Gli elementi più originali della filosofia sartriana sono la concezione della libertà individuale, il soggettivismo e il nichilismo.
L’ esistenzialismo è una corrente molto importante del novecento, che investe molti campi, perfino la moda. Elementi del pensiero esistenzialista si trovano in molti grandi scrittori, poeti, artisti…
Vogliamo ricordare : Camus, Dostoevskij, Kafka, Strindberg, Ibsen…e anche la poesia ermetica di Montale, Ungaretti…per i temi della solitudine, della depressione, dell’ angoscia, della precarietà della vita.
Le basi teoriche di Sartre sono esposte in :” L’ essere e il nulla”(1943-l’ essere è la realtà, il nulla la coscienza), e in “ L’ esistenzialismo è un umanismo(l’ esistenza precede l’ essenza)”(1956), e ancora nella narrativa: “La nausea”(1938) e “ Il muro”(1939), e infine nei lavori teatrali.
Nel 1943 stringe un’ intensa amicizia con Albert Camus.
La scrittrice Simone de Beauvoir gli è stata compagna per la vita.
Nel 1964 gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura che egli rifiutò per ragioni ideologiche.
Iscritto al Partito Comunista , se ne distacca dopo il 68 per militare nella sinistra extraparlamentare.

Tra i suoi testi teatrali ricordiamo:

1 - “Le Mosche” (1943) - E’ un rifacimento della tragedia di Eschilo: “ Le Coefore-Orestea”, in cui Oreste si assume responsabilmente il compito di vendicare l’ uccisione del padre, assassinando la madre Clitennestra, regina traditrice.

2 - “A porte chiuse” (1944) - In uno spazio claustrofobico, ovvero un salotto, due donne e un uomo sono condannati a colpevolizzarsi reciprocamente, mentre cercano entrambi di procacciarsi l’ amore di una giovane: tutto il lavoro mette in evidenza la concezione sartriana per cui la vita sociale è un inferno(“L’ inferno sono gli altri”).
“E’ l’ opera che presenta l’ equilibrio più perfetto fra trasferimento drammaturgico ed esistenzialistico e che meglio rivela la sostanziale affinità fra la drammaturgia dell’ angustia e quella esistenzialistica”
(Szondi - Teoria del dramma moderno-pag.84).

3 - “La sgualdrina timorata” (1946) - In chiave satirica, prende di mira il razzismo e l’ ipocrisia borghese.
Lizzie è stata aggredita dal figlio di un importante uomo politico: la giustizia accusa un negro anche se è stato un bianco che non può essere accusato perché troppo altolocato, oltre ad essere bianco.
Lizzie vorrebbe difendere il negro perché sa che il bianco è colpevole, ma non è possibile.
Come può una società credere che un bianco americano che discende da una buona famiglia, che ha studiato, che dà lavoro a tanti operai,che forse un giorno potrà essere un governatore…possa essere il colpevole?
Il riferimento a “ San Genet commediante e martire”(1952) è facile: Genet comprende che la società lo vuole ladro e bastardo e lui si adegua, recita la parte che gli altri (l’inferno, la società) gli impongono.

4 - “Le mani sporche” (1948) - Ispirato all’ assassinio di Trotskij.

5 - “Il diavolo e il buon Dio” (1951) - E’ una grottesca parabola sulla libera responsabilità di scelta della propria vita. Il protagonista tenta sia la strada della santità che quella dell’ inferno.
E’ uno dei più interessanti lavori di Sartre.

6 - “Nekrassov” (1955) - E’ una violenta satira contro l’ anticomunismo.

7 - “I sequestrati di Altona” (1959) - Sui rapporti tra responsabilità individuali e collettiva racconta di un ex nazista si uccide quando i delitti compiuti gli paiono ricadere sulle proprie spalle.

Tra i film che derivano dalle opere di Sartre ricordiamo: “ La mondana rispettosa” (1952) e “I sequestrati di Altona” (1962), diretto da Vittorio De Sica (con la Loren).
Tra le produzioni televisive italiane : “Le mani sporche” diretto da Petri (1982), “Il diavolo e il buon Dio” (1982) diretto da Trionfo e con Bruno Cirino e infine “Porte chiuse” (1983) diretto da Squarzina e con Sergio Fantoni e Maddalena Crippa .

In tutti gli autori esistenzialisti ricorrono i temi fondamentali dell’ angoscia, del nichilismo, della libertà, della derealizzazione e alienazione, della limitatezza dell’ uomo, dell’ assurdità della vita.
Il teatro dell’ assurdo(Beckett, Ionesco, Pinter…) sente in parte l’ influenza dell’ esistenzialismo, ma con risultati più teatrali e meno filosofici.

BIBLIOGRAFIA MINIMA:
1-Sartre- La sgualdrina timorata-Nekrassov- Oscar Mondatori
2- “ Le mosche- Porta chiusa “
3- “ Morti senza tomba- Le mani sporche “
4- “ I sequestrati di Altona “
5-A.P. Rovatti- Che cosa ha veramente detto Sartre Ubaldini
6-Szondi- Teoria del dramma moderno Einaudi
7- Lalou- Cinquant’ anni di teatro francese- Cappelli
8-N. Abbagnano-Storia della filosofia

Per ulteriori approfondimenti consultare le voci : Esistenzialismo, angoscia, esistenza, assurdo, Sartre, Kierkegaard, Husserl, Heidegger…su internet, enciclopedie e storie del teatro, della letteratura e della filosofia.

Ulteriori informazioni
calvinopasquale@gmail.com  
 

  ultimo aggiornamento 11/10/2010

 

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