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AUTORI
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è dedicata agli autori dei testi pubblicati sul nostro sito; forniamo una
breve presentazione dell'artista e delle sue opere ed eventuali
informazioni che possano facilitarne il contatto (sito internet, e-mail,
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- presentazione dell'autore
- presentazione generica delle opere
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sarà pervenuto dal diretto interessato.
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AUTORI
BERTOLD BRECHT
Sintesi
biografica
a cura di Pasquale Calvino
B.
Brecht (Augusta 10-02-1898-Berlino 14-08-1956), importante autore e
teorico tedesco di ispirazione marxista e grande oppositore del nazismo,
evidenzia nei suoi lavori teatrali, vivissime preoccupazioni umanitarie
e sociali, le contraddizioni, le ambiguità, l’ ambivalenza tra lo
stoicismo rivoluzionario e il desiderio di soddisfazioni epicuree, il
conflitto tra il singolo e la collettività…
Il suo teatro, politico, didattico, satirico, epico, ha inizialmente
radici espressioniste.
I suoi drammi determinano nelle spettatore una riflessione critica e un
giudizio sui conflitti
dell’ uomo in rapporto all’epoca e alle condizioni in cui vive.
Di famiglia agiata, Brecht si iscrive a lettere e poi a medicina.Costretto
all’ esilio dal nazismo, lascia nel 1933 la Germania e continua l’
attività teatrale in Danimarca e poi negli Stati Uniti dal 1941 fino al
1949. Ritornato a Berlino Est dirige il “Berliner Einsemble” con H.
Weigel.
Timido e gracile amava molto dare il via con entusiasmo a imprese
collettive in campo teatrale
La teoria teatrale (vedi Dizionario teatrale: recitazione) di Brecht
conferisce un compito didattico, politico, istruttivo al teatro: l’
attore deve recitare in modo critico, distaccato(effetto di straniamento)
per permettere allo spettatore di poter recepire il messaggio senza
coinvolgimenti eccessivi, in modo da riflettere, vagliare, criticare
costruttivamente, prendere coscienza, rifiutare i condizionamenti della
società e rendere possibile il miglioramento, la trasformazione dell’
uomo.
Lo straniamento del personaggio, nel teatro brechtiano, deve essere
evidenziato, rafforzato dall’ attore che non dovrà immedesimarsi(
opponendosi Brecht a Stanislavskij) totalmente col personaggio.
La grande importanza e influenza di Brecht sul teatro del novecento ha
determinato anche l’ uso del termine:
“ brechtiano” cioè un teatro rivoluzionario, politico, sociale,
economico, didattico, dialettico, anarchico, cinico, popolare, non
aristotelico…che permetta all’ attore di rivolgersi realisticamente e
direttamente al pubblico per stimolare la contrapposizione tra ragione e
empatia al fine di accelerare,come dicevamo,la riflessione e la
conseguente trasformazione e il cambiamento o miglioramento dello stesso
spettatore e di tutta la società. Il termine è usato anche nella
terminologia comune.
Brecht inizialmente ammira come maestro Wedekind, l’ espressionismo e
segue alcune tecniche futuriste.
L’ arte e il teatro, per Brecht, sono un mezzo e non un fine.
Fu accusato di servirsi di molti collaboratori che scrivevano per lui.
OPERE
Le più importanti sono:
1.-Baal
(1918)
Brecht riprende i temi di un dramma espressionista: “Il solitario” di Hans
Johst e proponendosi di farne la parodia, frammenta la materia in brevi
scene
Baal, cattivo,violento, cinico,parassita e asociale, usa molta astuzia per
godere il più possibile di tutti i piaceri ma particolarmente e in modo
volgare delle donne:questo personaggio è già dotato di spiccata teatralità.
Vi è anche il riferimento al superuomo di una volta, rivisitato e visto in
chiave moderna.
Il protagonista, sedicente poeta, canta oscene filastrocche, seduce le mogli
e fidanzate degli amici;
uccide perfino il suo miglior amico e muore poi , peggio di un cane,
abbandonato da tutti.
Baal pronuncia solo con tono ironico la frase: “ Forse divento cattolico”;
ma in numerose opere di Brecht si riscontra un singolare rapporto con la
religione.
2.-Tamburi nella notte (1922)
Lavoro ancora di stampo espressionista in cui l’ ironia è usata per
determinare contrasti, la battuta è pungente , scurrile, sarcastica…
Anne, fidanzata al soldato Andreas, dato per morto in guerra, aspetta un
figlio da Murk, un profittatore della guerra.
Andreas ritorna a Berlino e rovina la festa di fidanzamento di Anne e Murk,
poi, tutti ubriachi vagano per le strade di Berlino. All’ alba Andreas e l’
infedele Anne si ritrovano e vanno insieme a casa.
3.-Un
uomo è un uomo (1926)
Galy Gay, scaricatore, prende l’ identità di un soldato britannico e si
comporterà in modo eccezionale come soldato conquistando da solo persino una
fortezza. Vi è molta comicità. e il superamento dell’ espressionismo.
Questo testo “ mostra come il colonialismo corrompa e renda suo cieco
strumento il proletario dei paesi imperialisti”( Vito Pandolci)
4.-“ L’
opera da tre soldi” (1928)- recitata e cantata con musiche di K. Weill.
Ispirata all’ “ Opera del mendicante” di J. Gay, narra, con una trama
complessa, la storia di un uomo che ha sposato in segreto la figlia di un
mendicante, strozzino e proprietario di molti magazzini dove si noleggiano
costumi e arnesi per la trasformazione esteriore di chi voglia dedicarsi al
mestiere di accattone.
La tecnica usata da Brecht si avvale di scene staccate, cartelli, canzoni e
musica.
Pabst nel 1932 ne trasse un film che non piacque a Brecht
Il primo allestimento italiano è del 1930.
E’ insieme a “ Madre Coraggio e i suoi figli”e “ Vita di Galilei”, uno dei
più interessanti e rappresentati lavori di Brecht
5.-Santa
Giovanna dei macelli (1929)
Il tema è quello di Giovanna D’ Arco.
Vi sono evidenziati aspetti del capitalismo, giochi di borsa e problemi di
sovrapproduzione.
Anche Giovanna, che vorrebbe stimolare, risvegliare, provocare la coscienza
dei ricchi e consolare la rassegnazione dei poveri, si converte alla
rivoluzione.
6.-Ascesa
e caduta della città di Mahagonny (1930) con musiche di Kurt Weill.
E’ la città dei divertimenti e dei piaceri dove col denaro tutto si può
comprare.
Un turista rimane senza danaro e viene condannato a morte.
L’ opera invita lo spettatore, per mezzo dell’ arte, all’ analisi, a una
presa di coscienza, a formulare un giudizio, ad avvicinarsi ai problemi
della realtà per modificarla.
“ Mahagonny è una città immaginaria dove i beni che offre la società sono
liberi e a disposizione di chiunque, ma gli uomini vi vivono tuttavia in una
tormentosa infelicità, nell’ attesa di essere redenti o almeno distrutti,
perché tutto ciò che possono avere non serve a nulla, non dà uno scopo alla
loro esistenza” ( Vito Pandolfi)
7.-L’
eccezione e la regola (1930).
Appartiene ai drammi didascalici.
Un bianco fraintende il gesto amichevole di un cinese da lui torturato e lo
uccide.
La giustizia lo assolve.
8.-La
madre (1930-32)
Ispirato al lavoro di Massimo Gor’kij.
9.-La
vita di Galileo (1939)
Vi sono tre diverse stesure.La prima messinscena italiana è del 1963 con
Tino Buazzelli per la regia di Strehler.,
Anche la scienza è politica e non può essere neutrale.
Il fascino di questo lavoro, uno dei più belli e rappresentati dell’ autore
è nella stupenda teatralità di Galileo che risulta astuto, ambiguo,
epicureo, ironico e autoironico.
Vi è la coscienza dell’ uomo, la responsabilità dello scienziato e il
desiderio e la necessità di sopravvivere alle violenze.
10.-“Madre Coraggio e i suoi figli” (1939)
ll testo teatrale si ispira all’ opera di Grimmelshausen .
Anna, ovvero madre Coraggio, commerciante ambulante, durante la guerra dei
trent’ anni, trascina il suo carro di cianfrusaglie da un campo all’ altro,
alla ricerca di piccoli guadagni, seguita dai suoi tre figli. Arriva il
giorno che non le resta più niente da vendere e nessuno ha soldi per
comprare ma Anna continua il suo viaggio con l’ ostinazione della povertà.
La forza d’ animo e il coraggio non l’ abbandonano mai e trova così una
ragione di vita, nonostante la perdita dei figli e lo sfacelo della guerra.
Una ballata, una canzone, interrompono a volte l’ azione o la spostano su un
piano diverso per farci meglio riflettere.
Lo spettatore è spinto a giudicare il mondo, le atmosfere, le distruzioni
che sono conseguenze della guerra. Ma madre Coraggio, pur nella sua follia,
nella sua incapacità di imparare dall’ esperienza, attira, in parte, le
nostre simpatie. Per ovviare a ciò, l’ autore fornisce numerose indicazioni
per rendere possibile la recitazione straniata, lo straniamento dell’
attrice che interpreta il personaggio di madre Coraggio.
Una nota di Brecht precisa che madre Coraggio “ riconosce, non diversamente
dagli amici e dagli ospiti suoi e da quasi ogni altro personaggio, il
carattere puramente mercantile della guerra; ed è proprio questo ad
attirarla. Crede nella guerra sino alla fine. Non le passa nemmeno per la
testa che ci vuole un coltello molto lungo, al tavolo della guerra, per
potersi tagliare la propria fetta di torta.
Chi contempla le catastrofi si aspetta sempre, a torto, che le vittime
imparino qualcosa. Finchè è oggetto della politica, ciò che di essa avviene,
la massa non può considerarlo un esperimento, ma solo un destino; la lezione
della catastrofe non le insegnerà più di quanto la cavia impari di
biologia.”
In altre parole non è madre Coraggio a dover imparare ma il pubblico, che
assenti i simboli e le spiegazioni le soluzioni predeterminate, può,
considerando il contenuto e la forma del lavoro, trarre da se la
comunicazione, la morale, può quindi veramente giudicare il mondo e le
conseguenze delle guerri.
Madre Coraggio “ non è un’ eroina contraddittoria, divisa tra il denaro e l’
amore, come gli eroi della tragedia classica erano divisi tra la passione e
il dovere: è qualcuno che si forma e si trasforma sotto i nostri occhi, in
balia degli avvenimenti che la tirano in un senso o nell’ altro, qualcuno
che non arriva a diventare un unico e medesimo personaggio.” ( Federico
Doglio)
…” Non c’è nulla che faccia prevedere la fine dello spreco e dell’
assassinio ?
No, finché le donne non rifiuteranno di cedere i propri figli per carne da
cannone; no, finché gli uomini non cesseranno di fabbricare le armi per
uccidere i propri figli; sul lontano orizzonte del dramma di Brecht c’è un
raggio di luce: nella dialettica degli eventi verrà un tempo in cui le
nazioni deporranno le armi. Ma Madre Coraggio ostacola l’ avvento di quel
tempo. Brecht vorrebbe che la vecchia venisse ingiuriata per la sua stupida
ingordigia. Vorrebbe farci comprendere che lo sciupìo non è né nobile né
tragico, ma semplicemente e orribilmente inutile.
Questa è la tesi del dramma: Madre Coraggio non ha imparato nulla, affinché
il pubblico impari qualcosa. Fine della lezione. (G. Steiner- Morte della
tragedia-Garzanti)
11.-“L’
anima buona di Sezuan” (1940)
Una prostituta, Shen Te, compra una tabaccheria e per difendersi dai
creditori e dai postulanti è costretta a inventarsi un alter ego e a
vestirne, ogni tanto, i panni per impaurire e imbrogliare a sua volta. Il
dilemma è : “ Un’ anima buona è costretta sempre a soccombere?”, “ E’
possibile aiutarla a non essere perdente?
Strehler nel 1958 curò la prima messa in scena italiana.
12.-Il
signor Puntila e il suo servo Matti (1941)
Vi sono scene di grande comicità perché il ricco signor Puntila, quando è
ubriaco, è molto buono, semplice e democratico con gli inferiori; cattivo,
duro , interessato e supponente quando è sobrio.
Vi è l’ influsso della commedia dell’ arte.
13.-Il
cerchio di gesso del Caucaso (1944)
E’ forse il miglior lavoro nell’ ottica di avvicinamento e di sintesi tra il
teatro pedagogico e quello del divertimento: “ Oscillando tra il comico e il
tragico, tra teatro epico e commedia di carattere(grazie allo straordinario
giudice Azdak), il dramma dà la misura di tutte le possibilità teatrali
dello scrittore di Augusta.” (C. Cases)
Il governatore di una città del Caucaso viene deposto e ucciso. Nella fuga,
la moglie abbandona il figlioletto che viene salvato da una serva che, per
amore del bambino, affronta molti sacrifici.
Quando la madre vuole riprenderlo, il giudice lo assegna alla serva, che ha
rivelato grande amore per il bambino.Il crudo realismo si trasforma in una
felice fiaba.
CITAZIONI
1-…l’ attore “ deve limitarsi a mostrare il suo personaggio, o-per dir
meglio- non deve limitarsi a viverlo soltanto. Ciò non significa che, avendo
da raffigurare personaggi passionali, egli debba restare impassibile. Ma, in
via di principio, i suoi sentimenti non dovrebbero essere quelli del suo
personaggio: altrimenti anche lo spettatore identificherà per principio i
propri sentimenti con quelli del personaggio” (Brecht)
2-“Nelle seguenti note tenterò di descrivere una tecnica interpretativa
usata nei teatri tedeschi per rendere estranei allo spettatore i fatti
rappresentati. Lo scopo di questa tecnica, che possiamo chiamare di
alienazione( o straniamento-N.d.R.), mirava a permettere allo spettatore di
assumere un contegno critico e staccato di fronte al fatto rappresentato.
….l’ attore renderà il suo testo non come un’ improvvisazione, ma come una
citazione.E’ chiaro altresì che in questa citazione egli deve dare tutti i
mezzi toni, tutta la completa, umana, concreta plastica dell’ espressione;
così come anche il gesto ch’ egli fa e che rappresenta soltanto una copia,
deve avere la piena corposità d’ un gesto umano.
Tre espedienti possono concorrere alla riuscita di questa recitazione senza
completa trasformazione diretta a rendere staccata l’ espressione e l’
azione del personaggio da rappresentare:
a.- Il ricorso alla terza persona.
b.-Il ricorso al tempo passato.
c.-L’ intercalare di istruzioni tecniche e commenti.
Il ricorso alla terza persona e al passato rende possibile all’ attore l’
attitudine giusta e distanziata.
L’ attore cerca inoltre istruzioni tecniche e commenti sul suo testo, e alle
prove lì dice:
‘ Egli si alzò e disse con cattiveria, poiché non aveva mangiato’… oppure
‘Egli sorrise e disse in modo completamente spensierato’…
Il dire istruzioni tecniche e espressioni di commento in terza persona fa si
che due cadenze si urtino una con l’ altra, in modo che la seconda(cioè il
testo autentico) viene ‘alienata’. Inoltre la recitazione si estranea mentre
ha luogo, dopo che già una volta è stata segnata e annunciata a parole.
Oltre a ciò, il ricorso al passato mette l’ attore in un punto da cui può
guardare indietro, alla frase.
Con ciò la frase viene in ogni caso estraneizzata, senza che l’ attore
occupi un punto di vista irreale, poiché egli ha letto, contrariamente all’
uditore, il pezzo finoalla fine, e può quindi dalla fine, dal seguito,
giudicare la frase meglio di colui che sa meno e cui la frase sta di fronte,
straniera.
Attraverso questi procedimenti combinati il testo alle prove si aliena e
rimane in generale così alla rappresentazione.”……
( B. Brecht- Per una nuova tecnica drammatica-Il Dramma n. 94(01-10-1949)
pag.30 e seg.)
3.-“ Tra tutti gli scrittori contemporanei che hanno reagito alla
letteratura del personaggio e dell’ eroe, da Joyce a Kafka, da Sartre a
Becket, Brecht è il solo in cui questa demistificazione della grandezza
umana non approdi a una letteratura pessimistica della distruzione e della
paralisi.
Parodia, farsa, ironia, satira, umorismo: è feroce ma sempre allegro.
Gli avvenimenti sanguinosi ai quali si assiste, le opinioni sciocche o
malvage che si ascoltano hanno l’ aria di qualcosa di assolutamente frivolo
ed effimero, come se si trattasse di un gioco di cui si potrebbero cambiare
le regole da un momento all’ altro.
La credenza nel personaggio è distrutta ma resta la fiducia nell’ uomo.
(D. Fernandez- Teatro pag. 322)
BIBLIOGRAFIA MINIMA
Molti libri trattano di questo autore per cui si consiglia di consultare:
a)- Teatro- Guide bibliografiche - Garzanti
b)- Soggetti- Catalogo dei libri in commercio- Bibliografica editrice
e/o di
cercare in una buona libreria o biblioteca:
1- B. Brecht - Teatro
2- B. Brecht - Scritti teatrali
3- B. Brecht - I capolavori di Brecht 2 vol.
4- Jesi Furio - Brecht
5- Weideli - Brecht
6- R. Gray - Che cosa ha detto veramente Brecht
7- H.Eisler - Con Brecht
8- AA.VV. - Brecht oggi
9- P. Szondi - Teoria del dramma moderno
10- Il Dramma - Brecht: Breviario di estetica teatrale (n.127-128 del 1951)
E ancora
di consultare enciclopedie, storie del teatro, internet…alle voci: Brecht,
brechtiano, teatro epico, politico, dialettico…
Ulteriori informazioni
calvinopasquale@gmail.com
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