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LE PRENOM
Cena tra amici
di Matthieu Delaporte e Alexandre de la Patellière

APPUNTI DI VIAGGIO TEATRALGASTRONOMICI
Aneddoti, curiosità, buoni piatti o semplicemente cose da ricordare delle nostre trasferte

Rescaldina - 20 ottobre 2018
Con questo spettacolo "APPUNTI DI VIAGGIO" cambia pelle.
Lo storico resoconto si trasforma in una serie di tweet che ogni protagonista lascia ai posteri immortalando in poche frasi un episodio, un momento, un aneddoto, della giornata dello spettacolo.

UOMO DELLE PIZZE
Da Mergellina a Montmartre... volete gustare la VERA e UNICA pizza napoletana? Chiamate Bobo-pizza... Bobo-pizza porta Napoli a casa vostra... !!!! (sempre che non litighi con il pizzaiolo quando deve consegnare le pizze pre spettacolo - ndr)

ELIZABETH “BABOU” LARCHET GAROUD
La lista della spesa ce l’ho scritta sul copione: frutta secca, cereali, piadine, gallette, uvetta, dolcetti, ecc...
Comprare e preparare queste cose dietro le quinte mi aiuta ad entrare gradualmente nel personaggio...certo che gli invitati poi sono sempre molto affamati e se per caso decidi di provare più e più volte la stessa scena prima dello spettacolo rischi alla fine di essere una padrona di casa non molto generosa...altro che mettersi in pari. W l’uvetta!!!!

PIERRE GAROUD
Apertura di stagione anche per il terzo e ultimo spettacolo in cartellone, il più difficile perché preceduto solo dal debutto 6 mesi fa. Gli spazi limitati, un po' di apprensione, a tratti eccessiva, non hanno impedito all'affiatato gruppo di uscire dignitosamente dall'insidioso impegno.

CLAUDE GATIGNON
Tensione altissima per il debutto in trasferta. Ma tutto è filato liscio. Peccato solo per l'uvetta che fosse un po' scarsina...

VINCENT LARCHET
Debutto dello spettacolo lontano dal pubblico amico. Nessun commento scritto lasciato al botteghino. Ma tanti apprezzamenti vocali e sinceri da parte di tutti avvalorati dall'attenzione e dalle tante risate. Svetta chi elegge questo come il migliore tra le nostre produzioni passate su questo palcoscenico. Una buona birra al Doctor Malz suggella la serata.

ANNA LARCHET CARAVATI
Dopo aver sdoganato le tele-prove, la febbre aggiunge gradi all'attore, intenzione al personaggio, auspicando future febbrili repliche.

REGIA
CHE PAURA RAGAZZI!!!
Le prove, anche quelle pre-spettacollo, ci avevano fatto tremare le ginocchia... e suonare dei CAMPANELLI d'allarme.
Per fortuna l'adrenalina e le devote invocazioni a San Genesio hanno fatto effetto e nonostante qualche sproloquio (e qualche donna di troppo) lo spettacolo è stato un vero successo!

FRANCOIS PIGNON (gradito intruso)
Dopo aver caricato il camion, una sensazione di abbandono nell'aria. Baci e abbracci a chi restava a Carugate.

Carugate - 15 aprile 2018
La stanchezza fa capolino. Archiviata la prima pratica si presenta ora, paradossalmente, il compito più difficile: mantenere qualità e presenza. In una fase in cui i muscoli iniziano a rilassarsi e la concentrazione rischia di sfilacciarsi. Metà regia impegnata nel battesimo della nipotina raggiungerà il gruppo solo a ridosso del sipario. Il resto del cast bissa la pizza della sera prima, ripassando mentalmente ciò che è avvenuto e ciò che ancora deve succedere.
Dramma sughero. Il tappo della bottiglia di un improbabile Cheval Blanc dell’85, più economicamente sostituito da una tisana al mirtillo, si spappola nel tentativo di prepararlo alla scena. Sull’onda di quanto appena lasciato, la regia battezza gli incauti protagonisti con sguardi carichi più di mille invettive. Si ritappa preparando un piano B (e se fosse successo in scena?)
E in scena, ovviamente succede. Cala ritmo ed intenzione, ma è l’unico vero momento di distrazione imposto dalla preoccupazione di dover gestire l’imprevisto. Superati i 5 momenti di panico, più vissuti sul palcoscenico che non arrivati al pubblico, superiamo quasi fosse voluta più che imposta, l’improvvisa tosse di Pierre che si trova a lottare tra singulti e lacrime per far arrivare al pubblico le poche battute colpite dal dramma.
Poi tutto si rimette nei binari della scioltezza e della consapevolezza. E il secondo atto, senza intoppi, spettina il pubblico con la sorpresa dei colpi di scena oggi raccontati meglio di ieri.
Mezza sala oggi, più tecnica e meno amica, ha seguito il crescendo della storia in un crescendo di calore e partecipazione, e questo sarà il pubblico che potremo aspettarci nelle (speriamo) prossime repliche dello spettacolo.
Ci gongoliamo sugli ultimi applausi che ritmano la musica di coda dedicando gli ultimi sforzi alle scene, che ripieghiamo a fondo palco, pronte a futuro prossimo sgombero.
E ci abbattiamo sulle assi del palcoscenico, ora svuotati ma leggeri. Nessuno vuole andarsene. E non servono parole, inutili, per raccontare quello che abbiamo dentro. #Soddisfanchezza

Carugate - 14 aprile 2018
Strano il sapore del debutto, un misto di eccitazione e tensione che qualcuno chiama #eccitansione per rendere più frizzante l’alba del nuovo spettacolo.
Un’estate sulle battute. Autunno e inverno a macinare prove alternate a collaudate repliche. E finalmente la primavera di questo nuovo lavoro. La scenografia da una settimana ha preso posto sul palco amico. Ogni giorno rifinita di dettagli ed accessori. Ed ogni giorno riempita di battute, incertezze, cadute e tanta energia. Pausa della vigilia, a ricaricar le batterie, e oggi, finalmente, si va in scena.
Da tanto, troppo tempo, non respiravamo questa sensazione, sempre nuova. Sempre carica di incertezza e di energia con la voglia di essere già oltre l’ostacolo per voltarsi indietro a misurare come è andata.
La giornata è di sole. Anche fuori finalmente, almeno oggi, è primavera.
La merenda la facciamo a casa, ma poi tutti in sala, più per fare atmosfera che non per necessità tecnica.
La maniacale regia è attenta ad ogni minimo dettaglio per accertarsi che nulla sia lasciato al caso e che tanta fatica non venga incrinata da nulla. Ma per una volta la loro attenzione è alle cose, lasciando gli attori alla catarsi verso il personaggio.
Una pizza in piedi, nel foyer del teatro, come nelle migliori tradizioni teatralcarugatesi. Mai come oggi bandito ogni alcoolico, anche se disinfettante.
Si caricano le ultime prenotazioni in cassa e tutto si comprime in un attimo che ingloba cambio d’abito, trucco, omaggio floreale alle costumiste e San Genesio, che oggi i più mistici hanno visto apparire nei dintorni del palco. E mentre Babou sposta e riordina senza fine le cibarie che a turno entreranno in scena, il rumore crescente nella sala che si riempie quasi del tutto, riscalda voce e personaggi. Sipario!
E tutto scorre.
Basta una battuta e ci scopriamo a nostro agio nel muoverci, giocare, urlare, sederci e rialzarci. Mangiare. Tra le pieghe di una commedia che ci sorprendiamo di conoscere e interpretare meglio di come potevamo immaginare. Tutte le incertezze delle prove sembrano svanite. Relegate a qualche parola bruciata o mangiata o soffiata che nulla ruba alle attese della regia. Ineccepibile anche il tecnico che alterna registrato a recitato in un tutt’uno fluido e millesimato.
E la fine del primo atto ci sorprende, impreparati. La regia si tuffa sulla scena avvolta da un sorriso pieno di soddisfazione e aspettativa, per un secondo atto che ora dovrà a sua volta debuttare.
Restiamo concentrati respirando ancora le risate che il pubblico ha riversato sul palcoscenico, grondanti apprezzamento e divertimento.
Il seguito non delude, dando continuità alle aspettative ed esplodendo nei colpi di scena che il primo atto ha solo preparato. E con lui esplodono risate ed applausi, e la piacevole sorpresa di uno spettacolo che non ti aspetti, diverso per costrutto, storia e personaggi, rispetto a quanto sino ad ora offerto al nostro pubblico.
Il sipario si chiude su un dramma familiare che si tinge di ilarità e speranza, e si riapre sulla fotografia di una famiglia ritrovata, immortalata dall’amichevole partecipazione di chi apre lo spettacolo come pizzaiolo e lo chiude come fotografo.
Si sprecano i ringraziamenti a tutti coloro che hanno contribuito a vario titolo ai colori brillanti della messa in scena. Una parentesi particolare è dedicata a chi, alternando scuola e lavoro, ha realizzato il promo dello spettacolo che abbiamo per l’occasione condiviso con il pubblico presente nella magnificenza del grande schermo. E salutiamo anche la rassegna di teatro amatoriale da noi curata e quest’anno da noi chiusa, con le promesse di una rinnovata stagione ancora all’altezza di qualità e divertimento.
Incassiamo e facciamo nostre le primi critiche costruttive principalmente indirizzate ad una minor densità di intercalari imposti dalla naturale volgarità del parlar moderno e da un prologo che potrebbe presentare i personaggi in modo un po’ più celere e semplice da metabolizzare.
Temevamo la reazione del pubblico abituato alla risata facile, senza pensieri. Siamo stati ripagati da sinceri apprezzamenti. I dubbi sulla scelta del testo sono stati fugati, anche (e ammettiamolo una volta) grazie alla qualità della nostra messa in scena.
Domani si replica e non dobbiamo correre il rischio di annegare nella soddisfazione del debutto.
Ma per il momento affoghiamo il piacere in un millesimato Ca del Bosco e a seguire, per i pochi rimasti, nella birra del sempre presente Sajonara.
E si va a dormire. Oggi un po’ più leggeri.
 

 

 
 ultimo aggiornamento 26/10/2018

 

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